DOLCI TIPICI

Aceddu cu l'ova e cuddure pasquali siciliane

di Antonino Blandini
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Tra i pii esercizi che si collegano al grande evento della Resurrezione rientra la tradizionale benedizione delle uova. Questa tradizione contadina - giunta fino a noi, ma che affonda le radici nella cristianità bizantina che pervase per secoli la vita delle nostre comunità sicule e che ora, in certo qual modo, è ritornata nelle nostre città con la presenza sempre più consistente di diverse comunità cristiano-ortodosse di rito bizantino greco, rumeno, russo-ucraino, albanese, ecc.- ha prodotto quella specialità “indigena” che ancora chiamiamo “cuddhura cull'ova” o “aceddu cu' l'ova”, il tipico e squisito dolce pasquale siciliano, considerato prodotto agro-alimentare tradizionale, che viene ancora preparato sia con la frolla sia con la pasta di pane durante la settimana santa, dopo 40 giorni di sobrietà ed austerità anche alimentare. Il termine è greco e significa “corona” e lungo i secoli è stato considerato il dolce pasquale dei poveri, perpetuato nelle cucine aristocratiche e monastiche del Settecento e dell'Ottocento.

 

Elemento fondamentale delle diverse varianti della cuddhura sono le uova di gallina; questo grosso dolce incorpora un numero variabile, ma sempre dispari, di uova col guscio, una volta veniva anche regalato dalle “zite” ai fidanzati nel giorno di Pasqua. La fantasia e l'arte pasticciera dell'effimero culinario delle nostre massaie hanno dato alla cuddhura - la cui base è costituita da farina- diverse forme, ognuna con un particolare significato: ciambella intrecciata, circolare o ovale, che nel passato i pastori e i viandanti infilavano nel braccio o nel bastone per portarla nei lunghi spostamenti, a forma di campanile con riferimento allo “scioglimento” delle campane al “Gloria”, di cestino (panareddu) per augurare abbondanza, di galletto, di colomba o di uccellino per i bambini, ecc.. Le uova, simbolo della vita rinascente, sono state, quindi, sempre l'alimento fondamentale per la preparazione dei dolci pasquali.

                                                                                                                                 

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