L’INCHIESTA SUL TRaSFERIMENTO DEL PREFETTO

Alfano indagato diventa un caso politico

L’M5S propone la sfiducia, l’Ncd lo difende

di Mimmo Trovato
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ENNA - Approda al Senato, con la richiesta di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle nei confronti del ministro Angelino Alfano, l’inchiesta della Procura di Roma relativa al trasferimento, deliberato il 23 dicembre dello scorso anno, del prefetto di Enna, Fernando Guida, a Isernia, su presunte pressioni fatte dall’ex senatore del Pd Mirello Crisafulli. Secondo il M5s “le nostre forze dell’ordine non possono avere il loro massimo vertice istituzionale indagato”. Il Nuovo centrodestra fa «quadrato» attorno al ministro: «Il giustizialismo del Movimento 5 Stelle si scatena sul nulla», sostiene Fabrizio Cicchitto, mentre la sottosegretaria Simona Vicari parla di «idiozia M5s» e Dorina Bianchi di «iniziativa pretestuosa». Ma i parlamentari M5stelle rilanciano l’iniziativa sul blog di Beppe Grillo: «L’Italia merita rispetto, non merita Alfano», scrivono. Aggiungendo: «È giunto il momento che l’indagato, considerato anche la propria incompetenza, incapacità, inadeguatezza e totale mancanza di credibilità si dimetta immediatamente». L’inchiesta sulle presunte pressioni al Viminale per lo spostamento da Enna del prefetto Fernando Guida, poi trasferito a Isernia, è partita da uno stralcio di quella attivata dalla Procura sulla fondazione Proserpina per l’apertura dei corsi di Medicina e professioni Sanitarie dell’università romena «Dunarea de Jos» di Galati. Le indagini sono finite in un rapporto che l’allora procuratore Calogero Ferrotti, il 31 dicembre scorso, ha inviato alla Procura di Roma che ha indagato, per abuso d’ufficio, il ministro dell’Interno, il viceministro Filippo Bubbico e il suo segretario particolare Ugo Malagnino, l’ex senatore del Pd Vladimiro Crisafulli e il presidente dell’università Kore di Enna, Cataldo Salerno. Nel fascicolo sono confluite intercettazioni fatte dalla Guardia di Finanza di conversazioni tra Crisafulli, che era indagato nell’inchiesta Properpina, e Malagnino, che, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbero fatto pressioni per fare trasferire Guida. Negli atti ci sarebbero un centinaio d’ore di «ascolti», ma nessun contatto diretto col ministro Alfano. L’ex senatore Pd conferma di avere parlato con Malagnino, di essersi «lamentato con lui» che il «prefetto abbia inviato la guardia di finanza a sequestrare documenti per la facoltà romena di Medicina», ma «non ne ho mai chiesto il trasferimento». E sottolinea di «non parlare con Alfano da anni, dal 2001, e neppure con Bubbico». «Sono sereno - aggiunge - la magistratura chiarirà tutto, io sono abituato: sono indagato dall’età della pietra... ». Cataldo Salerno conferma di «non avere mai nascosto il giudizio sull’operato dell’ex prefetto: l’ho fatto sempre alla luce del sole, con una lettera aperta». Conferma di essere stato a Roma e di «avere parlato con Malagnino, ma - spiega - per invitare, tramite lui, Bubbico a tenere una lezione magistrale alla Kore su intelligence e migrazioni». Il prefetto Guida da Isernia preferisce non rilasciare commenti sulla vicenda. L’ex procuratore Ferrotti sottolinea che nel fascicolo «ci sono sicuramente degli elementi indiziari, per una certa sollecitudine a procedere, che ci hanno indotto a trasmettere gli atti alla Procura di Roma per ulteriore approfondimenti, valutazioni ed eventuali riscontri. E la Procura di Roma ha già trasmesso gli atti al Tribunale dei Ministri: i magistrati chiedono di accertare se la decisione di Alfano, di trasferire Guida, sia legata alla vicenda della facoltà di medicina romena voluta da Crisafulli o alla soppressione della Prefettura così come deciso dal governo. Entro la fine di maggio il Tribunale competente per i reati ministeriali dovrà completare la sua attività di indagine e restituire il fascicolo alla Procura per le richieste di competenza.

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