OPERAZIONE NERO INFINITO

Catania, vessato dai clan Mazzei e Piacenti

Imprenditore Chiaramonte denuncia: 6 arresti

di Fabio Russello
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Blitz della polizia, in manette leader della Curva Sud

Sono accusati di avere estorto denaro al produttore cinematografico Antonio Chiaramonte, l’uomo che ha prodotto il film Baci Salati con Sandra Milo.La Squadra mobile ha arrestato, su ordine del gip del Tribunale di Catania che ha accolto la richiesta della Dda etnea, sei persone tutte accusate a vario titolo di usura ed estorsione aggravata dall’avere favorito la mafia. In manette nel corso dell'operazione che è stata denominata Nero Infinito, sono finiti Rosario Piacenti di 51anni, pregiudicato, leader della Curva Sud del Catania; Salvatrice Viola, 65 anni, Sebastiano Mazzei di 44 anni, pregiudicato e attualmente detenuto per altre cause, Franco Raciti di 49 anni, pregiudicato e sorvegliato speciale, Lucio Stella, 41 anni, pregiudicato e detenuto per altra causa, e Sebastiano D’Antona di 44anni, pregiudicato e anche lui detenuto per altre cause.

L’inchiesta ha preso spunto da una indagine condotta dalla Squara Mobile di Catania e coordinata dalla Dda di di Catania dopo le denunce dell’imprenditore Antonio Chiaramonte attivo nel settore della ristorazione e della gestione di sale da ballo ma anche nel settore cinematografico. Chiaramonte, sin dall’aprile del 2014 è diventato divenuto testimone di giustizia denunciando di essere stato vittima di usura ed estorsione. Chiaramonte, secondo quanto appurato dalla Squadra Antiracket della Polizia, aveva versato per circa un decennio a Rosario Piacenti e alla madre di quest’ultimo Salvatrice Viola, somme di danaro a titolo di interessi oscillanti tra il 5% ed il 10% mensili, per un importo totale di circa 600 mila euro. L’accordo usuraio prevedeva il pagamento di interessi mensili costanti sino al momento della restituzione della somma capitale in una o più rate. A fronte del prestito della somma di 200 mila euro consegnata nel 2005 dai due indagati, la vittima avrebbe dovuto versare la somma mensile di 11.200 euro, (134.400 annui).  I due indagati sono rispettivamente figlio ed ex moglie di Giovanni Piacenti, 69 anni, inteso “l’elegante”, pregiudicato e al momento detenuto e ritenuto esponente di vertice del clan mafioso dei “Ceusi” radicato nel rione di Picanello.

I guai di Antonio Chiaramonte sono cominciati nel 2007, quando preso dalla disperazione per gli interessi usurai maturati, si era rivolto a Franco Raciti, noto esponente del clan Mazzei - “Carcagnusi” chiedendigli di mediare sulla sua situazione debitoria nei confronti della famiglia Piacenti. Ma da quel momento l’imprenditore è stato costretto a pagare somme a titolo di estorsione ai i vertici della cosca  e cioè a Sebastiano Mazzei, nonché a Lucio Stella e Sebastiano D’Antona (poi passato al clan Laudani e di recente arrestato nell’ambito dell’operazione “Vicerè”).

Antonio ChiaramonteA Franco Raciti e a Sebastiano D’Antona è contestato un episodio di estorsione aggravata, commesso nel 2007, perché avevano costretto Chiaramonte , a versare a titolo di “protezione” e “messa in regola”, quale titolare di un club - ristorante 500 euro al mese.  A Sebastiano Mazzei, Franco Raciti e Lucio Stella è contestata un’estorsione aggravata, commessa dal 2009 al 2014, perché hanno costretto l’imprenditore a versare, a titolo di protezione, in più occasioni, somme di danaro per diverse centinaia di euro e promettere la somma di euro cinquemila euro da versare al momento dell’uscita dell’ultimo film prodotto dalla casa cinematografica della vittima, appunto Baci Salati con Sandra Milo.

A Raciti inoltre è contestata un’estorsione aggravata, commessa nei primi mesi del 2007, avendo costretto Chiaramonte a versare la somma di cinquecento euro al fine di rientrare in possesso di una moto che gli era stata rubata qualche giorno prima. A Mazzei, Raciti, D’Antona e Stella  è stata contestata anche l’aggravante di aver agito in quanto facenti parte del clan Mazzei.

 

 

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