Dopo il "terremoto" Riscossione Sicilia,

l'Ars salva la società : stop a Equitalia

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Palermo - L'Assemblea regionale siciliana salva Riscossione Sicilia Spa, la società che recupera i tributi nell'isola, che è stata ad un passo dall'essere liquidata con la conseguente cessione delle quote della Regione, che detiene il 99,885%, a Equitalia, che attualmente ne controlla lo 0,115%.Il via libera dell'aula alla norma che ricapitalizza la spa con 13,2 milioni di euro, per ben due volte riscritta dal governo in un estenuante ricerca di consenso trasversale, è arrivato dopo la notizia delle dimissioni di due dei tre consiglieri di amministrazione, decisione che, come prevede lo statuto, ha fatto decadere l'intero Cda, di cui era presidente Antonio Fiumefreddo, l'avvocato finito nel mirino del Parlamento siciliano dopo la pubblicazione nei mesi scorsi sulla stampa dell'elenco dei parlamentari morosi col Fisco.

 

 L'emendamento del governo, approvato dall'Ars, prevede che entro 90 giorni dall'entrata in vigore della manovra, la giunta di governo presenta all'Ars "un piano organico per la ridefinizione del sistema di riscossione in Sicilia, da sottoporre al parere della commissione di merito".

 

 Lo stesso emendamento istituisce all'assessorato all'Economia un fondo per le anticipazioni infruttifere da riconoscere, su proposta dell'assessore, previa delibera della giunta, alle società a totale partecipazione della Regione per le quali sussistono i presupposti per il mantenimento; per il 2016 il fondo ha una dotazione finanziaria di 1,2 mln di euro, somma che, dice il deputato regionale Giuseppe Milazzo (Fi), "consente di salvare Sviluppo Italia Sicilia". Dopo l'approvazione dell'emendamento governativo, l'assessore Alessandro Baccei ha applaudito in aula. 

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