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Migranti: funerali interreligiosi a Catania per 17 vittime

CATANIA - «Rendiamo onore a donne e uomini che hanno lasciato la loro terra nel tentativo disperato di raggiungere le coste dell’Europa». Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco parlando, nella corte del Palazzo dei Chierici, ai funerali interreligiosi celebrati per quattordici donne e tre uomini morti durante la traversata del Mediterraneo e giunti nelle scorse settimane nel porto di Catania. Soltanto due di loro, un uomo e una donna, sono stati identificati. Bianco ha detto di essere «Orgoglioso di rappresentare una città molto meno egoista di tante altre, ben più ricche, che voltano le spalle di fronte a queste tragedie».

 

 

Ad officiare il rito sono stati monsignor Gaetano Zito e Keit Abdelhafid, presidente della Comunità Islamica di Sicilia.
Dopo il minuto di silenzio in ricordo delle vittime e prima delle preghiere e delle benedizioni interreligiose di Zito e Abdelhafid, sono intervenuti il portavoce della Comunità di Sant'Egidio, Emiliano Abramo, e due giovani migranti.

 

 
Quello di oggi è stato il terzo funerale interreligioso celebrato a Catania. Il primo, del 28 maggio del 2014 nel Palazzo Platamone, riguardava le 17 vittime - 12 donne, tre uomini e due bambine tra nigeriani, siriani ed eritrei - del naufragio di poche settimane prima nel Canale di Sicilia. I 17 migranti senza nome vennero tumulati in un mausoleo realizzato nel cimitero di Catania. Su ogni tomba venne inciso un verso della poesia «Migrazioni» del premio Nobel Nigeriano Wole Soiynka.  

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