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Ponte Barca, quel paradiso dimenticato a due passi dalla città

E' uno di quei luoghi – e in Sicilia ce ne sono purtroppo tanti – del “potrebbe essere”. L'area naturale di Ponte Barca, a tre km da Paternò, è uno di quei classici paradisi a due passi dalla città che nessuno controlla e che nessuno gestisce. Per lo meno per come si dovrebbe controllare e gestire un pantano naturale nel quale vivono tutto l'anno aironi bianchi e cinerini, cormorani, becchi a spatola, polli sultano e tanti altri uccelli acquatici e animali selvatici. Ma non solo. Percorrendo la Sp 139 che da Paternò porta a Santa Maria di Licodia, si incontrane le mucche che convivono con gli “aironi guardabuoi”, sembra un paesaggio africano in miniatura, ma siamo in provincia di Catania.

Insomma, un'area che è un gioiello (in teoria) amato da chi ha combattuto per anni per salvaguardarlo, a cominciare dal naturalista Luigi Lino e, oggi, dal suo braccio destro, Grazia Muscianisi, dell'Associazione Pro Natura Catania e Ragusa, quotidianamente sottoposto allo scempio di chi lo usa come discarica per rifiuti di ogni genere o come circuito da motocross. La cartolina “scempiata” è il profilo dell'Etna sullo sfondo della zona umida con la spazzatura in primo piano. E il “potrebbe essere” lascia il posto alla domanda più frustrante: ma perché sputare sulla bellezza?

 

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commenti 1
  • luigipuglisi

    20 Ottobre 2017 - 23:11

    Gentile Carmen Greco, la ringrazio per l'interesse dimostrato nel suo articolo sull'area naturale di Ponte Barca a Paternò. Dice bene che è una ricchezza questa zona umida dove i canneti forniscono riparo a numerose specie di animali e le acque danno ristoro agli uccelli migratori che transitano lungo la rotta che dall'Africa li porta in Europa e viceversa. Per questo motivo nel 2009 la Regione Sicilia ha decretato che diventasse "Oasi di ripopolazione della fauna selvatica". C'è l'impegno di molte associazioni quali la LIPU, che monitorizza costantemente la presenza aviaria; come VIVISIMETO che da anni organizza visite guidate ed escursioni e nel 2014 un campo di lavoro internazionale per ripulire dai rifiuti l'area; come alcuni che hanno deciso di trasferirsi a vivere qui da molte parti del mondo; come tanti fotografi che immortalano la natura e la biodiversità; c'è fermento nel nostro territorio, c'è interesse e voglia di viverlo. Manca chi ne prenda atto. Luigi Puglisi

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