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Nastri d'Argento, vince "La tenerezza". Amelio: «Taormina, il teatro più bello»

La grande festa del cinema nella Perla dello Ionio tra vip e imbucati

Taormina (Messina) -  Giornalisti, fotografi, addetti ai lavori, vip e i soliti “imbucati”. Presenza fisiologica ma stavolta forse più numerosa del solito nonostante l’accurato lavoro di “filtraggio” affidato alle liste d’ingresso. La terrazza con strepitosa vista mare (ed Etna) del Grand Hotel Timeo, passaggio rituale che anticipa la consegna dei Nastri al Teatro antico, va presto in overbooking. Michele Placido, uno dei primi ad arrivare - accompagnato dalla figlia Violante, da Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo e dal resto del cast femminile del suo 7 minuti - non la prende benissimo e, assecondato di malavoglia il primo assalto dei fan, ripiega in una saletta riservata. Carla Signoris, la signora Crozza, dispensa invece sorrisi. Scherza col figlio («Stasera sarai il mio toy boy») e poi si concede alle tante richieste di selfie. Tra cocktail e finger food alla spicciolata arrivano tutti gli altri ospiti.


I più gettonati per le foto ricordo sono Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi, Luca Argentero (a Taormina con la compagna Cristina Marino) e Pierfrancesco Favino con Anna Ferzetti. In disparte, l’assessore al Turismo, Anthony Barbagallo, si gode soddisfatto la parata di star. La Sicilia, per una sera, torna ad essere la capitale del cinema italiano. «È il nostro evento più atteso e quello che ci riempie maggiormente d’orgoglio», sussurra. Arriva la più attesa, Monica Bellucci, in abito di pizzo nero che lascia le gambe interamente scoperte, ma rimane giusto il tempo di sottoporsi al bombardamento di flash. Ci si sposta al Teatro dove il pubblico è già assiepato in gradinata (la novità dell’ingresso gratuito spinge in su le presenze anche se in tanti abbandoneranno prima della fine lasciando qualche “buco”, anche in platea) e i produttori Rai fremono per dare il via alla serata e quindi alle riprese Tv. Alle 21.15, ben oltre l’orario “tassativo” di inizio, fissato per le 20.30, Laura Delli Colli sale sul palco per anticipare una «serata importante con tanti ospiti e sorprese» e poi ringrazia Comune, Taormina Arte e Regione. Il sindaco della “città del Centauro”, Eligio Giardina, parla di «evento irrinunciabile» e rilancia l’appuntamento con il Festival del Cinema (quest’anno in edizione ridotta, dal 6 al 9 luglio), quello di Messina, Renato Accorinti, in t-shirt d’ordinanza “free Tibet”, annuncia invece entusiasta la prossima presenza a Taormina del Dalai Lama. «Una grandissima figura - dice - a lungo inseguita e che dopo il G7, il 16 e 17 settembre purificherà questa terra, in contrasto con l’energia negativa di Trump». Applausi ma anche qualche fischio. Arriva sul palco Andrea Delogu e la serata può ufficialmente iniziare. A lei tocca il non semplice compito di presentare, scandire i tempi e scongiurare il rischio noia, sempre dietro l’angolo in cerimonie di questo tipo che spesso si risolvono in una lunga sequela di frasi di circostanza. Se la cava usando l’arma della semplicità.


L’applauso più lungo, quello che scalda il Teatro Antico, è per la “giovane 85enne” Erminia Manfredi, taorminese e moglie dell’indimenticabile Nino, che con la figlia Roberta, consegna il premio intitolato al marito a Pierfrancesco Favino. Kasia Smutniak, l’altra vincitrice, è invece impegnata nella riprese del nuovo film di Ligabue. Assenti anche Ficarra e Picone, in scena a Siracusa per Le rane di Aristofane, che affidano ad un videomessaggio il ringraziamento ai giornalisti cinematografici. Gianni Amelio, vincitore dei due Nastri più importanti, miglior film e miglior regia, e giunto ormai a sei riconoscimenti, si prende meritatamente la scena ricordando, tra l’altro, il primo vinto e ricevuto sempre qui a Taormina. «Era il 1983 - dice - e quella sera non indossavo né la giacca né la cravatta. Stasera l’ho messa per festeggiare. Essere qui è come rivedere vecchi compagni di scuola, mentre a Roma siamo quasi stranieri. Un miracolo che si compie solo a Taormina, nel teatro più bello d’Italia». «È il momento della dea», annuncia Andrea Delogu. Una sbuffo di fumo artificiale e qualche istante di enfatica attesa precedono l’arrivo sul palco di Monica Bellucci. Poche parole le sue e piuttosto “telefonate”. «Sono molto onorata, questo teatro è meraviglioso, come il pubblico e la luna che rendono questa serata magica». Poi un omaggio all’Italia.

«Il mio percorso artistico un po’ da nomade mi ha portato lontano. Ma l’Italia per me è tutto, la mia colonna vertebrale. Quando perdo la bussola penso al mio Paese e ritrovo la strada». A consegnarle il Nastro d’Argento europeo è Piefrancesco Favino, nuovamente chiamato sul palco. «Stasera lavoro a cottimo», scherza l’attore. Ancora premi. Quello per il miglior regista esordiente va ad Andrea De Sica, figlio di Manuel e nipote di Vittorio. «È una grande emozione - confessa -. Mio nonno Vittorio prese il primo Nastro in assoluto per Sciuscià e sono davvero contento di ricevere un premio per il film che ho fatto e non per i miei grandi natali». Rimane il tempo della tradizionale foto ricordo. Tutti nuovamente sul palco e appuntamento al prossimo anno per l’edizione 72.

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