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Velisti salutano Sant'Agata dal mare

La Veleggiata è uno degli appuntamenti tradizionali legati alla festa della santa patrona di Catania. «Affonda le sue radici nelle attraversate agonistiche dei pescherecci»

Catania - Veleggiata 2018, diario di bordo. L’appuntamento per gli amanti dello sport a vela è alle 10 nella sala conferenze de La Vecchia Dogana. Per dare inizio al buffet della colazione si attende l’arrivo dell’assessore Regionale allo Sport Sandro Pappalardo, che ritarda a causa del traffico incontrato in centro storico, dove da lì a poco sarebbe passato il Fercolo. Intanto la sala è gremita da gente di mare: famiglie, bambini, dirigenti scolastici, studenti e appassionati della vela scambiano qualche battuta per ingannare l’attesa. Nel loro outifit non manca un capo impermeabile e questo la dice lunga sul tipo di gara che si preparano a vivere.

L’arrivo di Pappalardo, dunque, suona come una chiamata ai posti di combattimento. Prima, però, i saluti istituzionali. «Il mondo dello sport vi ringrazia per ciò che fate - esordisce l’assessore -.  La Veleggiata è una bellissima tradizione della nostra Isola e sono sempre più i velisti che desiderano omaggiare la città durante i giorni di Sant’Agata, i cui festeggiamenti quest’anno sono legati in modo particolare allo sport». Segue l’invito ai giovani ad avvicinarsi alle pratiche agonistiche, in particolare agli sport da mare. Un desiderio comune anche ai club nautici catanesi Tamata, Nic e Lega navale italiana (Lni) sez. Catania, che hanno deciso di collaborare per fornire ai cittadini la giusta conoscenza delle attività svolte al porto per la vela e per il diporto. «La Veleggiata di Sant’Agata - dice il presidente della Lni Domenico Nicotra - affonda le sue radici nelle attraversate agonistiche dei pescherecci. Siamo orgogliosi di ospitare alcuni studenti degli istituti nautici di Catania e di Riposto, il cavaliere Pietro Rossi, il presidente dell’associazione dei disabili Mimmo Trovato e altri amici della vela, tra cui il presidente dell’Autorità Portuale Andrea Annunziata». Per il presidente del Nic e delegato sportivo Federvela Sicilia Sergio Petrina: «Quest’anno la Santa è riuscita a unirci. È importante che si diffonda questa cultura partendo dalle scuole, così da insegnare ai giovani come nella nostra Isola sia possibile vivere il mare anche in inverno».

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Ed è proprio questo l’augurio della dirigente dell’istituto nautico di Catania, Brigida Morsellino, cioè che «i ragazzi vengano avviati allo sport perché solo da un forte afflato con il mare è possibile trarne la crescita auspicata. Il nostro istituto è il primo a veleggiare con una propria imbarcazione e spero che gli studenti ne apprezzino l’importanza». Una speranza che diventa certezza nel sorriso di Elga Barbagallo e nella voglia di fare di Salvo Caponnetto e Gabriele La Spina, ospiti insieme con la dirigente Morsellino a bordo dell’Ilver 41 dei patron del porto Rossi, il cavaliere Pietro Rossi e il figlio Ezio.

Sono le 11:30 quando cinquanta imbarcazioni in gara salpano dal porto per raggiungere la boa che indica il punto di partenza. Appena mezz’ora dopo, le vele bianche si issano in cielo e da lontano è possibile ammirarle in tutta la loro fierezza, presentandosi come un punto di colore che tappezza il golfo di Catania. Mentre la Santa sta percorrendo le vie della città, avvolta dal calore della sua gente, circa 400 velisti la salutano dal mare e la omaggiano, sfilando dalla stazione a piazza Europa. Intorno alle 13,30 un’imbarcazione oltrepassa la boa di ritorno ed è tempo dei saluti. Il vincitore sarà giudicato dagli esperti Franco Matassa e Aldo Bellia e la premiazione avverrà giorno 12 negli spazi de La Vecchia Dogana. Adesso che la giornata si sta per concludere, è momento di tirare le somme: tutto si è svolto regolarmente, le attività al porto proseguiranno l’11 aprile per la “Giornata del mare” indetta dal nuovo codice della Nautica; in gara per la Lega navale italiana sez. di Catania c’era la Folie Adeaux, vincitrice del Campionato della vela 2017; gli studenti si sono divertiti e hanno vissuto un’esperienza formativa che li accompagnerà nel loro percorso di crescita. Cos’altro chiedere di più alla Veleggiata 2018? Un Martini? C’era anche quello. Ed è stato passato da barca a barca, segno di uno spirito sportivo che vuole vivere solo il volto bello della competizione.

Foto di Davide Anastasi

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