Rifiuti "tossici" alla facoltà di Farmacia


CATANIA - Sono nove le persone indagate dalla Procura di Catania nell'ambito dell'inchiesta sulla facoltà di Farmacia della locale Università. Tra loro c'è anche l'ex rettore e attuale parlamentare della Camera dei deputati del Mpa Ferdinando Latteri.

Gli altri indagati sono: Vittorio Franco, in qualità di direttore del dipartimento di Scienze farmaceutiche e presidente della Commissione permanente per la sicurezza; tre componenti la stessa commissione; Giuseppe Ronsisvalle; Francesco Paolo Bonina e Giovanni Puglisi; il dirigente dell'Ufficio tecnico, Lucio Mannino; il medico competente, Marcello Bellia; il direttore amministrativo, Antonino Domina ed il responsabile del sistema per la sicurezza, Fulvio La Pergola.

Il reato ipotizzato per tutti è di concorso in disastro colposo e concorso in gestione di discarica. Gli altri indagati sono i componenti in carica nel 2005 della  commissione permanente per la sicurezza, un medico addetto alla sicurezza e l'ex direttore amministrativo dell'Ateneo.

Dalle vasche sotterranee di raccolte di rifiuti liquidi fuoriuscivano esalazioni fortemente irritanti e nocive, create dallo smaltimento di esperimenti medicinali nei lavandini dei laboratori: è il motivo per cui, secondo l'accusa, è stato disposto il sequestro della sede della facoltà di Farmacia dell'università di Catania.

Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta del procuratore capo Vincenzo D'Agata, che ipotizza i reati di disastro colposo e gestione di discarica. L'esecuzione è stata affidata ai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria del Tribunale, che hanno svolto le indagini.

Nella struttura, che si trova all'interno della Cittadella universitaria della città, si trovano anche le aule di farmacologia, biochimica e chimica. Secondo quanto si è appreso da fonti qualificate, copia del provvedimento è corso di notifica, come atto dovuto, al rettore, Antonino Recca, che è completamente estraneo all'inchiesta.

"Le indagini hanno accertato l'esistenza nel sottosuolo di pericolose sostanze inquinanti, alcune delle quali con potenzialità tossiche e/o cancerogene, in valori superiori di decine e, in alcuni casi, di centinaia di volte ai limiti fissati per i siti industriali". Lo afferma la Procura di Catania a proposito del sequestro della facoltà di Farmacia.

Il sequestro preventivo dell'immobile "si è reso necessario  - spiega la procura - per tutelare la salute di chi si espone quotidianamente al pericolo di esalazioni tossiche". L'indagine è svolta dai pm Lucio Setola e Carla Santocono ed è coordinata dal procuratore Vincenzo D'Agata.

I fatti coprono il periodo 2004-2007. Secondo la procura, "benché i vertici dell'Università fossero stati già allertati del potenziale inquinamento, non venivano attivati gli opportuni provvedimenti previsti dalla legge; le sostanze sarebbero state veicolate nel terreno tramite la rete di scarico dell'edificio e quindi, a seguito della saturazione del sito, avrebbero dato origine a percorsi di risalita lungo le  condutture dell'immobile, disperdendosi in forma di vapori tossici all'interno dei locali".

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