E' in corso lo sciopero generale dei metalmeccanici e dei lavoratori del pubblico impiego della Cgil. Fiom e Fp incrociano le braccia per otto ore contro la politica del governo per fronteggiare la recessione in atto. Un "no" secco che si allarga ad altri temi politici, l'ultimo la polemica sulla difesa della Costituzione.
È stata in media del 50%, secondo la Fiom, l'adesione di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Mirafiori allo sciopero. Per la Fiat l'adesione media è del 16% in tutti gli stabilimenti italiani. "Questo sciopero costa molto ai lavoratori - sottolinea il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - perché questa è una delle due settimane in cui alla Fiat non c'è cassa integrazione. I lavoratori sono stati lasciati soli dal governo e stanno pagando duramente la crisi".
Lo sciopero è l'occasione di rinfocolare la polemica intersindacale. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, replica al collega della Cisl, Raffaele Bonanni, che aveva definito lo sciopero di oggi antagonista: "E’ uno sciopero per chiedere un cambiamento della politica economica del governo, per le tutele ai precari e sostegno di occupazione e imprese. Non capisco cosa ci sia di antagonista".
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