Sequestro milionario di beni al capo storico dei Mazzarroti
MESSINA - Ancora un duro colpo ai patrimoni illeciti di Cosa nostra, nel settore del movimento terra e della frantumazione degli inerti. Beni per un valore stimato in circa 10 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Messina.
Destinatario del provvedimento è Carmelo Bisognano, 44 anni, ritenuto elemento di spicco dell'organizzazione mafiosa operante lungo la fascia tirrenica e nell'entroterra di alcune zone dei Nebrodi, nonchè capo storico della cosca barcellonese dei "Mazzaroti".
Sotto sequestro sono finiti immobili, automezzi, aziende e disponibilità finanziarie. Il provvedimento è stato disposto nell'ambito di un'indagine coordinata dal procuratore distrettuale antimafia, Guido Lo Forte, e dal sostituto Giuseppe Verzera.
Carmelo Bisognano è attualmente sottoposto al regime del 41 bis. Coinvolto in numerose operazioni antimafia, risulta già condannato, in primo grado, per associazione mafiosa, nell'ambito del processo "Mare nostrum". È indicato al vertice della criminalità organizzata, in ragione dei collegamenti con Cosa nostra palermitana e catanese.
LO FORTE: "AGGREDIRE IL PATRIMONIO DEI BOSS". "Ci siamo fermamente proposti di aggredire i patrimoni mafiosi e stiamo predisponendo dei sistemi organizzativi ancora più efficienti perché questo è uno strumento estremamente importante perchè prosciuga 'l'acquà nella quale i mafiosi nuotano da 20 anni".
Lo ha detto stamani durante una conferenza alla Dia di Messina, il procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte, commentando il sequestro dei beni, al boss Carmelo Bisognano.
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