Africa e fame nel mondo
svolta decisiva al G8



L'AQUILA - Ultimo giorno del G8 all'insegna dell'Africa e della fame nel mondo. Ed il summit dei Grandi della terra, esteso ai paesi dalle economie emergenti, ha portato ad un traguardo importante: l'approvazione della dichiarazione sull'acqua.

Nella dichiarazione si afferma che la scarsità di risorse idriche e la drammatica mancanza di accesso sostenibile all'acqua e ai servizi igienici in molti paesi africani sono "il maggior ostacolo ad uno sviluppo sostenibile, creazione di ricchezza e sradicamento della povertà".

"Attraverso il peso politico congiunto del G8 e dell'Unione africana assicureremo - si legge nella dichiarazione approvata all'Aquila - un impulso ed un impegno adeguati al miglioramento dell'acqua e dell'igiene pubblica a livello nazionale e internazionale per risultati concreti sul terreno".

"Nel contesto della Partnership con i Paesi africani, sotto la leadership dell'Unione africana, si continuerà a lavorare sulla base degli impegni presi in precedenza, tra cui fare una priorità degli obiettivi di sviluppo del Millennio in questo settore, attuare i piani nazionali per l'acqua e l'igiene  pubblica, attuare piani finanziari per mobilizzare risorse per questo settore. Va poi coordinato il processo dei donatori e definiti i piani di investimento in linea con la dichiarazione di Parigi sull'efficacia della cooperazione allo sviluppo.

Il raggiungimento degli obiettivi che la comunità internazionale si è posta in questo campo "è un importante passo avanti nella lottà contro la povertà in Africa e rappresenterebbe un fattore cruciale di promozione della dignità umana, nella riduzione della mortalità infantile  nel facilitare l'accesso all'istruzione e nel dare un ruolo maggiore alle donne".

INVESTIMENTI PESANTI SULL'AGRICOLTURA. Oltre allo storico accordo sull'acqua, i Grandi della terra si sono impegnati a mobilitare venti miliardi di dollari in tre anni per combattere la fame nel mondo.

I leader "allarmati dal crescente numero di persone denutrite e dal livello inadeguato di investimenti in agricoltura", hanno "ulteriormente promosso lo sviluppo del Partneriato globale sull'Agricoltura e la sicurezza alimentare per mantenere l'agricoltura al centro dell'agenza internazionale". E, ancora, per "rilanciare gli investimenti e migliorare l'efficacia degli aiuti ed il coordinamento a livello paese, con il coinvolgimento di tutti gli attori rilevanti".

La dichiarazione congiunta "approvata - si legge nel documento - delinea la loro visione e approccio comuni sulla sicurezza alimentare globale.

IERI LA RIAPPACIFICAZIONE USA-LIBIA. Il summit dell'Aquila ha vissuto ieri un momento storico, quando Barack Obama e il leader libico Muammar Gheddafi, presidente di turno dell'Unione africana, si sono stretti la mano in occasione della cena ufficiale offerta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Anzi è stato Obama ad alzarsi e a dirigersi verso Gheddafi, segnando una svolta nei rapporti tra due Paesi spessissimo su
fronti contrapposti su temi delicati, soprattutto il terrorismo ed i suoi finanziatori.

La cena ha costituito anche l'occasione per molti colloqui informali, nel corso dei quali Silvio Berlusconi ha incontrato, oltre allo stesso Gheddafi, un altro leader al quale è legato da consolidata amicizia, il premier turco Tayyip Erdogan.

LA PROMESSA DI CARLA BRUNI AGLI AQUILANI. "Tornerò da sola, anche dopo il vertice" è la promessa che la premiere dame francese, Carla Bruni Sarkozy, fa agli aquilani che l'attendevano all'ospedale San Salvatore. "Vorrei tornare e tornerò - dice Carla - a vedere i lavori per l'ospedale e quello di tutte queste persone che hanno dimostrato tanto coraggio. Avevo detto che sarei venuta e sono molto felice di averlo fatto".

Madame Sarkozy è stata accolta dagli applausi di medici, infermieri e gente comune della struttura dell'ospedale. A molti ha risposto con un "Ciao" in italiano, ha stretto mani ed a chi le chiedeva di non abbandonarli ha risposto: "Non lo farò".

"Questa è gente molto coraggiosa e però allo stesso tempo disperata - sottolinea Carla Bruni Sarkozy - e io sono qui anche per questo: non per incoraggiare, ma per portare tutta la mia ammirazione e la mia solidarietà. Ho trovato molto coraggio, speranza, ma anche disperazione".

A Carla il personale dell'ospedale ha regalato un centrotavola fatto a uncinetto e un mazzo di girasoli, doni che l'ex top model ha accolto con un sorriso e la promessa di ritornare.

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