MESSINA - La Dia di Messina ha confiscato beni per oltre 6 milioni di euro riconducibili a Sebastiano Rampulla, ritenuto il rappresentante provinciale di Cosa Nostra messinese. Il provvedimento di confisca è stato emesso dal tribunale del capoluogo etneo che ha anche aggravato, aumentandola di due anni, la misura della sorveglianza speciale inflitta al boss.
Rampulla, soprannominato 'zu Vastiano' è stato condannato dalla corte d'Appello di Caltanissetta a14 anni per tentato omicidio. Secondo gli inquirenti, il boss, capo della 'famiglia' di Mistretta, avrebbe esteso il suo controllo a tutta la provincia.
Il capomafia aveva stretti rapporti con il clan catanese dei Santapaola e con le cosche palermitane delle Madonie e dell'Ennese. Gli accertamenti patrimoniali, coordinati dalle Dda di Caltanissetta e Catania, sono stati estesi ai familiari di Rampulla, compreso il fratello Pietro, condannato all'ergastolo, perchè ritenuto 'l'artificiere' della strage di Capaci.
Tra i beni confiscati: un appezzamento di terreno di oltre 320.000 mq. con fabbricati rurali, a Caltagirone; una ditta individuale di coltivazioni agricole e un terreno con un immobile, nel Messinese.
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