Giallo di Garlasco, la perizia scagiona Stasi


VIGEVANO (PAVIA) - La perizia medico legale, affidata dal giudice Stefano Vitelli al perito super partes per far luce sull'ora della morte di Chiara, avvalorerebbe l'alibi di Alberto Stasi.

Secondo l'esperto, non è "valutabile con precisione l'epoca della morte se non affermando che essa avvenne nel corso della mattinata". Per quanto riguarda l'aggressione questa è avvenuta "almeno in due fasi cronologicamente ben distinte" e l'episodio "potrebbe essersi protratto... anche per alcune  decine di minuti".

Stasi aveva affermato che quella mattina si trovava a lavorare al pc alla sua tesi e, secondo indiscrezioni, nella perizia dell'esperto informatica, non ancora depositata, tra le 9.36 e le 12.20 effettivamente il giovane era al computer.

MATERIALE BIOLOGICO AL CENTRO DELLA PERIZIA. La perizia medico-legale ritiene che il materiale biologico di Chiara rinvenuto sui pedali della bicicletta sequestrata a Stasi, "potrebbe essere costituito da qualunque tipo di tessuto riccamente cellulato" e quindi non è detto che sia il sangue della vittima.

"In sostanza, possiamo ritenere che meno di 40 minuti dopo il riferito passaggio di Alberto Stasi nell'abitazione, almeno una buona parte del sangue presente sul pavimento del pian terreno - e eventualmente anche la sua totalità - fosse secca". È un altro dei passaggi delle conclusioni della perizia super partes depositata dal prof. Lorenzo Varetto al gup di Vigevano, Stefano Vitelli.

Il passaggio riguarda l'eventualità o meno che Stasi, quando ha rinvenuto il cadavere di Chiara la mattina del 13 agosto 2007, possa o meno essersi sporcato le scarpe. Secondo il perito oltre al fatto che sulle suole delle sue scarpe il sangue poteva essere scomparso in quanto aveva camminato sull'erba bagnata, nella casa di Chiara il sangue sul pavimento era in buona parte secco.

"È invece pacifico - ha proseguito Varetto - che buona parte del sangue raccoltosi in pozze e colato lungo le scale che conducono al semi interrato fosse ancora francamente liquido".

Alberto, nei suoi interrogatori, ha affermato di aver visto il cadavere riverso sulle scale, ma di non essersi avvicinato ma di esser scappato via.

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