In Sicilia il decalogo antiracket
Lo hanno sottoscritto a Palermo cinque associazioni, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna: "Denunciare conviene"
PALERMO - "Denunciare conviene; da oggi non devi avere più paura; il pizzo è un ingiusto profitto che viene tolto al tuo lavoro da chi, con la minaccia e la violenza, come un parassita, vive con la tua fatica quotidiana; oggi non è più il momento di tacere perché chi tace non è più una vittima". Sono i principi enunciati in una sorta di decalogo contro il racket delle estorsioni, sottoscritto a Palermo da Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna siciliane. Il vademecum, destinato a imprenditori e operatori commerciali, è stato presentato oggi, alla presenza dei rappresentanti regionali delle associazioni di categoria, in prefettura, a Palermo. All'iniziativa hanno partecipato anche il presidente della commissione antimafia, Francesco Forgione, il questore di Palermo Giuseppe Caruso, i comandanti provinciali dei carabinieri e della finanza Teo Luzi e Francesco Carofiglio. Nel decalogo le associazioni invitano commercianti e imprenditori a non restare isolati, a rivolgersi ai propri referenti istituzionali, alla magistratura e alle forze dell'ordine e a sfruttare "gli strumenti che consentono alle vittime del racket di ottenere risarcimento in caso di attentati da parte del racket, possibilità di riservatezza delle denunce e incentivi per l'installazione dei sistemi di videosorveglianza". "Mettiti a posto, ma con lo Stato", conclude il documento che ricorda che, solo a Palermo e Trapani, negli ultimi mesi oltre 300 estortori sono stati arrestati, prova che lo Stato "è in condizione di difendere i cittadini da minacce e violenze". "Ora che lo Stato ha segnato successi incredibili nella lotta alla mafia - ha detto il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello - non è più un problema di paura. Bisogna decidere se avere un minimo di coraggio civile o no". Per Roberto Helg, presidente di Confcommercio Sicilia, "oggi è un giorno importante, al di là delle divisioni naturali le associazioni di categoria sono tutte insieme per dire no al pizzo". Ha ribadito l'importanza dell'iniziativa anche Giovanni Felice, segretario di Confesercenti. Di giorno storico hanno parlato il segretario di Cna Giuseppe Montalbano e quello della Confartigianato Tarcisio Sberna. "E' arrivato il momento - ha detto Felice - di metterci in gioco tutti perché racket e usura distruggono la nostra terra. Basta con i personalismi andiamo avanti insieme". Alla presentazione del documento ha partecipato anche Giosuè Marino, che oggi lascia Palermo dopo il suo trasferimento a Torino. "Siamo qui - ha detto - per un gesto reale che inaugura un nuovo corso. Lo Stato sta facendo la sua parte, non solo con la politica della repressione, ma anche con il sostegno alle associazioni di categoria".
08/01/2008
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