Ok dal governo agli esodati ex Fiat
Garanzie dal ministero per i 640 lavoratori di Termini Imerese. Azzerato il piano di Dr Motor per il rilancio dello stabilimento, vanno avanti i contatti con la cinese Chery. I sindacati: "Siamo ancora in alto mare"
PALERMO - Il piano di Dr Motor per il rilancio dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese è stato azzerato e la ricerca di alternative ha portato a contatti tra il governo e la cinese Chery, l'azienda automotive fornitrice di Di Risio. E' questa l'ipotesi circolata durante il tavolo al ministero dello Sviluppo economico sul sito siciliano. Insomma si apre un'ipotesi da protagonista,non semplice partner di Dr, per la casa che arriva dal colosso asiatico. Anzi per i sindacati l'azienda molisana potrebbe proprio rispuntare al fianco di Chery.
Intanto dall'esecutivo è arrivato un sì alla tutela degli esodati dello stabilimento, pari a 640 lavoratori secondo i calcoli fatti a dicembre, mentre ci sarebbe un problema di garanzie sugli ammortizzatori sociali per l'indotto. Per i sindacati c'è ancora da lavorare per sbloccare la situazione, in attesa del prossimo round al dicastero di Via Veneto che si dovrebbe tenere entro la seconda metà di settembre, ovvero dopo le certezze normative sui 55 mila 'salvaguardati', tra cui rientrano i dipendenti del sito.
La Fiom si dice "insoddisfatta". La Dr, aggiunge, "ha un piede fuori e uno dentro, esce dalla porta ma può rientrare dalla finestra". E se per i lavoratori Fiat c'è la conferma a mantenere i requisiti di pensionamento pre-riforma, favorendo la soglia del 30% di ricollocati per lo scatto del secondo anno di cigs, non è così per l'indotto. E la prospettiva per loro è la cassa in deroga. Un discorso che va avviato con la Regione siciliana e per cui dovrebbe tenersi un tavolo, come fa sapere il ministero, prima della pausa estiva.
Per la Uilm "è iniziato un nuovo percorso" e dal punto di vista industriale si "è ancora in alto mare". Sulla stessa linea Fim e Ugl. Quanto alla pista cinese, il ministero fa sapere che "nei giorni scorsi si è svolto un incontro con alti dirigenti di Chery International, importante casa automobilistica cinese, per valutare l'ipotesi di una collaborazione non solo finanziaria, ma soprattutto gestionale".
Intanto dall'esecutivo è arrivato un sì alla tutela degli esodati dello stabilimento, pari a 640 lavoratori secondo i calcoli fatti a dicembre, mentre ci sarebbe un problema di garanzie sugli ammortizzatori sociali per l'indotto. Per i sindacati c'è ancora da lavorare per sbloccare la situazione, in attesa del prossimo round al dicastero di Via Veneto che si dovrebbe tenere entro la seconda metà di settembre, ovvero dopo le certezze normative sui 55 mila 'salvaguardati', tra cui rientrano i dipendenti del sito.
La Fiom si dice "insoddisfatta". La Dr, aggiunge, "ha un piede fuori e uno dentro, esce dalla porta ma può rientrare dalla finestra". E se per i lavoratori Fiat c'è la conferma a mantenere i requisiti di pensionamento pre-riforma, favorendo la soglia del 30% di ricollocati per lo scatto del secondo anno di cigs, non è così per l'indotto. E la prospettiva per loro è la cassa in deroga. Un discorso che va avviato con la Regione siciliana e per cui dovrebbe tenersi un tavolo, come fa sapere il ministero, prima della pausa estiva.
Per la Uilm "è iniziato un nuovo percorso" e dal punto di vista industriale si "è ancora in alto mare". Sulla stessa linea Fim e Ugl. Quanto alla pista cinese, il ministero fa sapere che "nei giorni scorsi si è svolto un incontro con alti dirigenti di Chery International, importante casa automobilistica cinese, per valutare l'ipotesi di una collaborazione non solo finanziaria, ma soprattutto gestionale".
