Soldi trovati sul bus, ed è rissa
di Giuseppe Farkas
Sopra un autobus di linea urbana tanti biglietti in una volta non si erano mai visti. Praticamente la felicità di qualunque controllore avvilito da anni e anni di contestazioni a passeggeri irregolari. Ma per un controllore dell'Amat di Palermo, quella di ieri, è stata una giornata da incubo. Intanto perché i biglietti non erano quelli classici da "una corsa validità 90 minuti" ma erano biglietti di banca per un totale di 350 euro e raccolti in un'unica mazzetta.
Sembrerà strano ai più, ma anche i controllori degli autobus hanno un cuore, e quello che è salito ieri per un normale servizio sul 475 fermo nella piazza Don Sturzo del capoluogo non ha potuto fare a meno di chiedere ai pochi presenti, raccogliendo il denaro dal pavimento: chi ha perso questi soldi? I cinque passeggeri rimasti in zona non hanno esitato e, con la stessa velocità con cui si effettua una nomina alla Regione, ne hanno rivendicato all'unisono la proprietà.
Pochi, maledetti e subito insomma. Una filosofia di vita che li ha però trascinati in una rissa che ha richiesto l'intervento della polizia. L'abusata espressione "guerra tra poveri" comincia a prendere forma e sostanza.
Una filosofia di vita, ma anche e soprattutto un evidente stato di necessità. Probabilmente tutti e cinque, più che avidi, erano nulla o poco tenenti. In caso contrario, avrebbero viaggiato in autobus e si sarebbero quasi scannati per una cifra simile?
Certamente passeggeri d'altro livello, quelli di un'auto blu per esempio, avrebbero risolto diversamente e con una certa classe la faccenda. Ma si è mai vista una mazzetta su un'auto blu? O meglio, si è mai vista una mazzetta di appena 350 euro su un'auto blu?
E qui finisce la parte seria, adesso proviamo a prenderla a ridere, perchè (anche questa è una filosofia di vita) è forse uno dei pochi modi per cercare di sopravvivere a questo momento non precisamente brillante. Come il 475 dell'Amat di Palermo, un po' tutti abbiamo sempre più la sensazione di essere al capolinea. E senza nemmeno quegli ultimi 350 euro sul pavimento dell'autobus.
Sembrerà strano ai più, ma anche i controllori degli autobus hanno un cuore, e quello che è salito ieri per un normale servizio sul 475 fermo nella piazza Don Sturzo del capoluogo non ha potuto fare a meno di chiedere ai pochi presenti, raccogliendo il denaro dal pavimento: chi ha perso questi soldi? I cinque passeggeri rimasti in zona non hanno esitato e, con la stessa velocità con cui si effettua una nomina alla Regione, ne hanno rivendicato all'unisono la proprietà.
Pochi, maledetti e subito insomma. Una filosofia di vita che li ha però trascinati in una rissa che ha richiesto l'intervento della polizia. L'abusata espressione "guerra tra poveri" comincia a prendere forma e sostanza.
Una filosofia di vita, ma anche e soprattutto un evidente stato di necessità. Probabilmente tutti e cinque, più che avidi, erano nulla o poco tenenti. In caso contrario, avrebbero viaggiato in autobus e si sarebbero quasi scannati per una cifra simile?
Certamente passeggeri d'altro livello, quelli di un'auto blu per esempio, avrebbero risolto diversamente e con una certa classe la faccenda. Ma si è mai vista una mazzetta su un'auto blu? O meglio, si è mai vista una mazzetta di appena 350 euro su un'auto blu?
E qui finisce la parte seria, adesso proviamo a prenderla a ridere, perchè (anche questa è una filosofia di vita) è forse uno dei pochi modi per cercare di sopravvivere a questo momento non precisamente brillante. Come il 475 dell'Amat di Palermo, un po' tutti abbiamo sempre più la sensazione di essere al capolinea. E senza nemmeno quegli ultimi 350 euro sul pavimento dell'autobus.
