Pubblicato: 14/01/2013
Caso Dell'Utri, decide il Pdl
in bilico Nania e Firrarello
di Lillo Miceli
Oggi si riunisce la direzione del partito, Lombardo e Miccichè chiederanno a Berlusconi in "diritto di tribuna": posti sicuri alla Camera. Prestigiacomo, deroga in vista
Definita la coalizione di centrodestra che dovrà sostenere la rimonta di Berlusconi, convinto di poter battere Bersani nella corsa a palazzo Chigi, la direzione nazionale del Pdl oggi si metterà al lavoro per definire le liste. I termini per la presentazione scade lunedì prossimo. A parte i casi spinosi che riguardano la ricandidatura di Dell’Utri e Cosentino, i vertici del partito di Berlusconi dovranno adottare i criteri per il rinnovamento delle liste. Secondo indiscrezioni, chi è in Parlamento dal ‘94, data della prima discesa in campo del Cavaliere, o anche da prima, non dovrebbe essere ricandidato. In Sicilia, sarebbero in bilico l’ex-ministro La Loggia, i senatori D’Alì, Firrarello, Nania (in Parlamento dall’87) e Palumbo.

Prestigiacomo, pur essendo alla Camera dal ‘94, otterrebbe la deroga essendo stata ministro nell’ultimo governo Berlusconi. Si annuncia una direzione "calda" anche perché, considerato l’affollamento di liste, i nuovi-vecchi alleati Miccichè e Lombardo, verosimilmente, chiederanno a Berlusconi il "diritto di tribuna": posti sicuri nelle liste del Pdl per la Camera. La madre di tutte le battaglie, però, sarà combattuta per il Senato dove il premio di maggioranza è aggiudicato su base regionale.

La Sicilia (insieme con Lombardia, Campania e Veneto) è tra le regioni che con il proprio voto potrebbe regalare il premio di maggioranza al centrodestra. In base alle coalizioni dichiarate al ministero dell’Interno, si annuncia una uno schieramento piuttosto composito: Pdl, Lega, Grande Sud, Fratelli d’Italia, Pensionati, Popolari Italia domani, la Destra, Basta tasse, Intesa popolare, Liberi da Equitalia, Lista del popolo, Mir, Mpa e Rinascimento italiano. Uno spiegamento di forze che, nelle intenzioni, dovrebbe consentire di conquistare il premio di maggioranza per il Senato drenando voti dal centrosinistra. Infatti, la Lista del popolo farebbe capo a due editori di emittenti televisive, Sebi Roccaro e Pino Maniaci, che nelle recenti elezioni regionali hanno sostenuto la candidatura a presidente della Regione di Crocetta.

Sul fronte del centrosinistra, Pd e Sel sono già in campagna elettorale, avendo già completato le proprie liste, mentre nelle prossime ore dovrebbe essere chiusa anche quella de "il Megafono" (concorrerrà solo in Sicilia per il Senato), creata da Crocetta, che avrà come capolista il senatore Lumia, seguito dal mecenate Antonio Presti e dall’assessore all’Energia, Marino. In via di gestazione anche la lista "Centro democratico" di Tabacci che ha visto sfumare, a causa della dura presa di posizione dell’ex-Idv, Donadi, la possibilità di allearsi con il Pds-Mpa di Lombardo.

Lista che potrebbe ottenere l’appoggio dei dissidenti di Grande Sud - quattro deputati regionali su cinque - che si riuniranno oggi per discutere il documento politico, redatto da Cimino, che dovrebbe costituire la base dell’alleanza con Tabacci. Allleanza che potrebbe coinvolgere anche l’ex-capogruppo dell’Mpa alla Camera, Lo Monte, che si era avvicinato all’Idv dopo avere rotto con Lombardo. Sul fronte del rassemblement che sostiene il premier uscente, Monti, il "listone" per il Senato, guidato da Casini, comprende al quarto posto, dopo Sidoti e Adragna, l’economista di Fli, Mario Baldassarri. Le liste Udc per la Camera (Sicilia orientale e occidentale) avranno come capolista il segretario regionale D’Alia; quelle di Fli, saranno capeggiate da Fini, seguito in entrambe le circoscrizioni da Granata e Briguglio. Una scelta che penalizzerebbe la Sicilia occidentale dove aspirano a una candidatura gli ex-deputati regionali Gentile, Aricò e Marrocco. I quali potrebbero cercare altri approdi se Fli dovesse penalizzarli.