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Il disco

Mario Incudine: «Canto l'amore»

Il cantautore ennese annuncia l'uscita di "D’acqua e di rosi"

Tra impegni a teatro (e ora anche sul set), il cantautore ennese annuncia la pubblicazione di 4 nuovi dischi: a fine settembre (e prima in tutta Europa) la raccolta di canzoni d’amore "D’acqua e di rosi", a novembre sarà la volta di Mimì (con i brani dello spettacolo dedicato a Modugno), poi entro il 2018 un doppio sulle serenate siciliane e il nuovo disco di inediti

Mario Incudine

Mario Incudine

Avviare una chiacchierata con Mario Incudine è come scoperchiare un vaso di Pandora: non sai mai quello che ti attende. Il poliedrico cantautore di origini ennesi che sta vivendo un momento magico della sua carriera artistica, ha annunciato attraverso i social l’imminente uscita di un nuovo album, a cinque anni dall’ultimo Italia Talìa. Si tratta di “D’acqua e di rosi”, una raccolta di canzoni d’amore che “suona” come una lunga serenata.

Mario Incudine
Mario Incudine


«Dopo aver parlato del valore della terra, di migranti e politica – dice il cantautore – questo è il mio primo disco di canzoni d’amore. Si tratta di una raccolta in cui ho ripreso e riadattato molti dei miei brani, tra cui una nuova versione di Vuccuzza di ciuri (la mia versione in siciliano di Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè), e quattro inediti».
D’acqua e di rosi - 13 brani in lingua siciliana registrati tra Monreale, Enna e Scordia, e pubblicati da Erasmo Treglia per Finisterre – è un disco di amore e poesia realizzato con i musicisti che da sempre collaborano con Incudine (Antonio Vasta, Antonio Putzu , Manfredi Tumminello, Pino Ricosta ed Emanuele Rinella), oltre a una lunga schiera di amici e colleghi tra cui Alberto Fidone, Tony Canto, Carlo Muratori, Franco Barbarino, Giorgio Rizzo, Luca Recupero, Massimo Laguardia, Maurizio Curcio, Oriana Civile, Salvo Compagno e molti altri.
«E’ venuta fuori una suite. E’ come se tutti i brani del disco componessero una lunga lettera d’amore, o una grande serenata. Grazie alla distribuzione della Felmay il disco a metà agosto uscirà in tutta Europa e solo a fine settembre sarà disponibile anche in Italia – dice Incudine -. E’ un disco di passaggio, pensato proprio per il mercato estero, tanto che nel libretto, oltre ai testi delle canzoni, abbiamo inserito delle sinossi in inglese. La cosa di cui sono più orgoglioso è che finalmente questo disco suona esattamente come desideravo: non è né troppo folk, né troppo pop o rock. E’ un disco acustico, e riesce ad avere la stessa forza, la stessa energia, che riesco a trasmettere durante i live».
Oltre alla title track D’acqua e di rosi (testo e musica di Mario Incudine), gli altri inediti sono Quasi luna piena (firmata a quattro mani con Carlo Muratori), la serenata Donnafugata e Zorath Ariha «una canzone che porta il nome di una rosa del deserto – spiega Incudine – una rosa speciale che nasce solo nei territori del Maghreb, e non appassisce mai».

D'Acqua e di rosiLa copertina di D'Acqua e di rosi


Presentato in anteprima la scorsa settimana a Salina, non faremo a tempo a impararlo a memoria, perché Incudine a fine novembre pubblicherà ancora un nuovo disco: Mimì.
Prodotto da Promomusic, è una raccolta dei brani inseriti all’interno di Mimì – Quando Modugno non era ancora Mister Volare, uno spettacolo vivace tra musica e racconto (con i testi di Sabrina Petyx) che, dopo l’anteprima palermitana, debutterà il 28 novembre alla Sala Umberto di Roma.
«I disco raccoglie i brani inseriti all’interno dello spettacolo dedicato alla figura di Domenico Modugno, alla sua fase siciliana, quella prima del successo di Volare, totalmente riarrangiati da me. In questo spettacolo Modugno sta sullo sfondo, ed è un pretesto per raccontare un pezzo della storia dell’Italia e il sogno di un uomo del Sud partito alla ricerca del successo».
Mario Incudine è un vulcano di idee, una fonte inesauribile di progetti, un uomo di spettacolo che riesce a passare con disinvoltura dalla musica al teatro, dal palcoscenico alla piazza, dal progetto solista alle orchestrazioni. E' un artista poliedrico che riserva sempre molte sorprese, e infatti scopriamo che nel suo cassetto ci sono ancora altri due dischi che vedranno la luce entro la fine del 2018.
«Entro febbraio ne pubblicherò almeno uno. Ho già pronti due dischi: uno è un doppio sulle serenate siciliane, di cui uno realizzato con una grande orchestra e uno con i miei musicisti, che sarà prodotto da un grande nome della musica italiana. L’altro è il mio nuovo disco di inediti, tutto in italiano. Un disco molto autobiografico che avrà molte influenze capoverdiane, perché l’esperienza vissuta a Capo Verde per Sete Sois Sete Luas ha lasciato in me un segno indelebile».

Moni Ovadia, Andrea Camilleri e Mario IncudineMoni Ovadia, Andrea Camilleri e Mario Incudine


Si, perché di esperienze nuove in questi ultimi anni, Incudine ne ha fatte veramente tante.
Nonostante abbia attraversato in lungo e in largo l’Italia, con più di una puntata oltre Oceano, ha trovato il tempo e la concentrazione per quella che possiamo definire una super produzione musicale.
Dopo la lunga tournée de Il Casellante (che riprenderà il prossimo gennaio) al fianco di Moni Ovadia, gli spettacoli con Pietrangelo Buttafuoco piuttosto che Paride Benassai, dopo aver diretto una compagine di 140 musicisti per Un canto mediterraneo, Incudine è attualmente impegnato a teatro con il reading Odissea un canto mediterraneo- Il Ciclope, con la ripresa dello spettacolo Le supplici, nell’impaginazione della nuova stagione teatrale del Teatro Garibaldi di Enna, di cui è direttore artistico da quattro anni, e nell’allestimento di Liolà, la nuova commedia musicale che il prossimo anno lo vedrà in scena ancora al fianco di Ovadia, a conclusione della stagione 2017/2018 del Teatro Biondo di Palermo.
Adesso nella vita di Incudine è arrivato anche il cinema. In autunno, nella sua Enna, inizieranno le riprese del film Il Casellante, tratto dal romanzo di Andrea Camilleri con la regia di Rocco Mortelliti, che lo vede nel cast insieme ad Alessandra Mortelliti, Alessandro Rugnone, Gérard Depardieu, Leo Gullotta e Moni Ovadia. E’ tutto? Chissà…

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