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L'ex sindaco di Licata Cambiano: «L'abusivismo problema nazionale, promesse troppe sanatorie»

«I sindaci lasciati soli. Continuerò la mia battaglia, non escludo di ricandidarmi»

L'ex sindaco di Licata Cambiano: «L'abusivismo problema nazionale, promesse troppe sanatorie»

«In primis ci tengo a rivolgere il mio pensiero alle popolazioni che in questo momento stanno soffrendo e vivendo una fase drammatica. Capisco anche le amministrazioni locali che interpretano il sentire e l’animo dei concittadini ed è comprensibile che non si vuole far passare il messaggio che Ischia sia un’isola dove regna l’abusivismo edilizio, come del resto è successo anche a Licata».

Ma il problema c’è e – come si può vedere dalle conseguenze – non può essere ulteriormente trascurato, a suo avviso quali contromisure possono essere adottate?

«L’abusivismo edilizio esiste e non si può nascondere la testa sotto la sabbia o dire il contrario. È un problema da affrontare. Le responsabilità finora sono state lasciate solo agli amministratori locali, chiamati ad affrontare decenni di abbandono dei territori che prima o poi finiscono per presentare il conto».

Dall’altra parte ci sono i cittadini che si vedono demolire la casa e trovano nei sindaci i primi “bersagli”.

«Io penso che oggi tutti siano chiamati a fare la propria parte: a partire dal cittadino, che oggi non comprende perché il sindaco stia rispettando le sentenze per demolire gli immobili abusivi, passando per gli amministratori locali e poi per i Governi regionali e nazionali».

Nel caso di Ischia, appare evidente il ruolo decisivo giocato dal rischio connesso al dissesto idro-geologico.

«Sì, credo possa esserci una correlazione anche tra l’abusivismo edilizio ed edifici costruiti con materiale scadente. È innegabile che su buona parte del territorio italiano vi siano problemi di natura idrogeologica. È chiaro che non si può intervenire nella situazione di emergenza ma che serve una programmazione che inizi a pensare alla riqualificazione dei territori e delle coste. È solo in questo modo che i cittadini accetteranno la demolizione dei propri immobili abusivi, quando ovunque verranno rispettate le sentenze e si accetterà il rigore della legge per il risanamento del territorio».

Lei ha parlato anche dei condoni e delle sanatorie.

«I messaggi fatti passare da certa politica negli anni sono stati distorti e fuorvianti. Nonostante tre condoni edilizi abbiano escluso da una possibile sanatoria le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta e quelle gravate da vincolo idrogeologico, certa politica ha continuato a far passare messaggi ambigui, lasciando nei cittadini la speranza di una soluzione possibile da individuare nonostante le norme di legge lo abbiano sempre escluso».

Il tema è tornato ad essere di strettissima attualità anche in seguito alla sua destituzione dalla carica di sindaco. Intende ricandidarsi?

«È ancora presto ed è ancora troppo fresca la mozione di sfiducia. Di sicuro darla vinta a coloro i quali continuano a fare quella politica che ha distrutto territori splendidi non mi trova d’accordo e fa rabbia. Sarebbe una sconfitta per la gente per bene e per la gente onesta e per questo motivo non escludo una mia nuova candidatura».

Dall’inizio delle demolizioni, il clima a Licata si è fatto incandescente con l’ex sindaco Cambiano e il dirigente del dipartimento Lavori Pubblici, l’ingegnere Enzo Ortega, costretti a vivere sotto scorta dopo aver subìto atti incendiari (alle due residenze estive del padre il sindaco e all’auto di famiglia il capodipartimento). Demolizioni che a Licata riprenderanno il prossimo 4 settembre seguendo un elenco che riguarderà ancora case al mare edificate entro i centocinquanta metri dalla battigia sulla falsariga di quanto fatto da aprile 2016 ad oggi.

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