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Statale 640, altro raddoppio per "accorciare" la Sicilia. Aperto viadotto "Saetta"

Lungo la Agrigento-Caltanissetta si aggiungono 8,5 km ai 34 già fruibili dal marzo scorso. In contrada Giulfo, il viadotto intitolato al giudice ucciso dalla mafia, insieme al figlio, 29 anni fa

Statale 640, altro raddoppio per "accorciare" la Sicilia. Aperto viadotto "Saetta"

Agrigento - Si “accorcia” ulteriormente la distanza tra Agrigento e Caltanissetta e lo svincolo per l’autostrada Palermo-Catania: questa mattina, è stato infatti inaugurato un altro lotto della statale 640 (adesso chiamata Strada degli scrittori), opera imponente - con un costo complessivo di 1miliardo 382milioni di euro - avviata nel 2009 e che dovrebbe essere completata entro la fine del prossimo anno (almeno così viene assicurato dall’Anas, committente dell’opera).

In contrada Giulfo è stato aperto il nuovo viadotto intitolato al giudice Antonino Saetta: si tratta di altri 8,5 km che si aggiungono ai 34 inaugurati ufficialmente nel marzo scorso dalla rotatoria San Pietro di Agrigento a contrada Grottarossa, in territorio di Canicattì. Il nuovo tratto raddoppiato raggiunge contrada Favarella, alle porte dello svincolo per San Cataldo. La cerimonia si è svolta in località Giulfo, dove la sera di 29 anni addietro come oggi, un commando di killer nisseni e agrigentini, uccise il giudice Antonino Saetta e il figlio Stefano che stavano facendo ritorno a Palermo, su mandato dei vertici corleonesi di Cosa Nostra capeggiati da Totò Riina.

E' stata la signora Gina Pantano, vedova del giudice Saetta, a scoprire un’installazione dedicata al magistrato. Alla manifestazione sono intervenuti oltre ai familiari del magistrato, c'erano i figli Gabriella e Roberto Saetta, le massime autorità ed istituzioni provinciali. Sono intervenuti il prefetto nisseno Maria Teresa Cucinotta, Maria Giovanna Romeo, presidente vicario della Corte di Appello di Caltanissetta, Sergio Lari, procuratore generale a Caltanissetta, Fernando Asaro, presidente della sezione distrettuale dell’Anm, Gioacchino Natoli, capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia e il consigliere di amministrazione di Anas, Francesca Moraci. 

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Quello che è stato inaugurato oggi è il primo tratto nisseno della statale 640 con “raddoppio”: la lunghezza complessiva dell’arteria - fondamentale per lo sviluppo economico del centro Sicilia e la vicina provincia di Agrigento - è di 74,3 km. Un’opera faraonica che dovrebbe cancellare anni di lutti in quella che era una delle arterie con il maggior numero di vittime, causa incidenti, registrate negli ultimi 40 anni in Sicilia. I lavori per il tratto da Agrigento a Grottarossa vennero avviati nel 2009 e allora si parlò di consegna in 4 anni: tempi non rispettati e consegna slittata - per il completamento del tratto - di quasi un quadriennio, per problemi di finanziamenti e imprevisti nella realizzazione di alcune opere.


Nel 2012 vennero avviati i lavori per la realizzazione del secondo tratto nisseno, 44 km da contrada Grottarossa all’ingresso per l’autostrada A19 Palermo-Catania: anche in questo caso si parlò di completamento in 4 anni, ma anche questo termine non verrà rispettato. Questo è un tratto con interventi più complessi, perché sono diverse le gallerie previste, una delle quali, la “Caltanissetta”, lunga 4 km e realizzata grazie all’utilizzo della fresa “Tbm”, tra le più grandi impiegate in Europa per simili interventi, in grado di scavare quasi 15 metri al giorno.  Il tratto da Grottarossa all’autostrada prevedeva una spesa iniziale di quasi 780milioni di euro.

Tra le possibili ricadute immediate della riduzione della percorrenza tra Agrigento e Caltanissetta (a lavori completati si parla di mezzora al massimo), c’è quella giudiziaria: da tempo si parla - nell’ottica di una revisione delle circoscrizioni giudiziarie - di annettere parte del territorio della provincia di Agrigento (attualmente con il Distretto di Palermo), alla Corte d’Appello di Caltanissetta. Un progetto al quale si lavora da anni e che potrebbe concretizzarsi, come è stato ribadito nei giorni scorsi in occasione di un incontro che ha visto la partecipazione dell’on. David Ermini, della Commissione Giustizia della Camera.

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