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Canicattì: riconoscimento a ragazzo ucciso, insorgono legali dell'omicida

Il collegio difensivo di Daniele Lodato, l’operaio reo dell’omicidio di Marco Vinci, minaccia querele e dissente con il sindaco: «Processo ancora in corso»

Lutto cittadino a Canicattì per i funerali di Marco Vinci

CANICATTI' - Il collegio difensivo di Daniele Lodato, l’operaio reo dell’omicidio di Marco Vinci, minaccia querele e dissente con il sindaco di Canicattì (Ag) Ettore Di Ventura e con la sua giunta che hanno adottato la delibera di «adesione alla proposta di conferimento ricompensa al merito civile» alla vittima.

L’avvocato Luisa Di Fede ha manifestato al sindaco «l'inopportunità della deliberazione adottata dalla giunta, che è composta anche da due avvocati, con la quale si decide di sostenere la proposta, senza tenere conto che la ricostruzione dei fatti non è stata acclarata, che le indagini preliminari sono in corso e coperte da segreto e che non c'è stata una sentenza».

Per Di Fede «i processi si fanno in aula». Marco Vinci, 22 anni, morì in seguito a una coltellata al cuore sferratagli nella notte tra il 16 e il 17 giugno scorso da Daniele Lodato, con cui aveva avuto un alterco per via di una ragazza. Secondo gli amici della vittima, Vinci avrebbe difeso la ragazza. Per l'avvocato, Lodato si sarebbe difeso da un’aggressione dopo essere stato malmenato dalla vittima e dai suoi amici. 

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