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Agrigento, il Mandorlo in Fiore ai... "raggi X"

parco archeologico. Per la prima volta sarà analizzato e se ne valuteranno le effettive refluenze economiche e sociali

Agrigento, il Mandorlo in Fiore ai... "raggi X"

Il Mandorlo in Fiore per la prima volta sarà analizzato e se ne valuteranno le effettive refluenze economiche e sociali sulla provincia di Agrigento ma, anche, l'apprezzamento del pubblico per le misure messe in campo.

L'incarico, 4.500 euro, è stato affidato nei giorni scorsi al Parco Archeologico della Valle dei Templi all'unica proposta giunta, e servirà ad effettuare una “ricerca conoscitiva del patrimonio immateriale ed un'analisi che serva a valutare i diversi aspetti dell'organizzazione dell'evento, con l'obiettivo di migliorare pratiche ed azioni inerenti l'organizzazione del Mandorlo in Fiore nel medio e lungo periodo”.

Questo applicando un sistema di analisi chiamato “Swot”, strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce di un progetto o in un'impresa o in ogni altra situazione in cui un'organizzazione o un individuo debba svolgere una decisione per il raggiungimento di un obiettivo. Prima edizione analizzata, quella che avrà avvio a marzo e che sarà ovviamente messa a confronto con le precedenti, con particolare riferimento a quella dello scorso anno, la prima gestita dal Parco e che ha introdotto il tema della valorizzazione del patrimonio Unesco.

“Lo scopo, tra le altre cose, è capire, facendo anche un'analisi storica, l'impatto di alcuni specifici aspetti di questo evento – spiega il direttore Giuseppe Parello – sul tessuto economico e culturale della città ma anche della Regione. Ci interessa ad esempio conoscere come viene percepita la novità della valorizzazione del patrimonio immateriale, ma, anche, sapere che tipologia di spettatori sono interessati al Mandorlo in Fiore e cosa si aspettano di trovare. Questo – continua Parello – lo potremo conoscere ad esempio grazie alla somministrazione di questionari”.

Ottenuti i dati e utilizzati gli stessi per redigere un vero e proprio report quale sarà l'utilizzo che se ne farà?

“Le indicazioni consentiranno di orientarci verso la selezione di patrimoni che sono più attinenti a quanto si attende l'utenza, contemperando ovviamente questa richiesta con il valore culturale. Per esempio – continua Parello – il pubblico del Mandorlo in Fiore pone molta attenzione alle parata, che ha ovviamente una sua funzione. Bisogna capire se ci sono anche altre azioni che possano avere lo stesso valore di animazione territoriale”.

Ovviamente i dati non avranno solo uno scopo di tipo conoscitivo-culturale, mi pare di capire..

“Assolutamente no. Avere uno studio strutturato anche delle refluenze economiche e turistiche dell'evento avremo maggior forza nella partecipazione ai bandi europei per ricercare nuove risorse economiche per rafforzare l'iniziativa anche negli anni a venire”.

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