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San Leone, si abbatte il muro di cabine

La spiaggia tornerà fruibile per gli agrigentini

San Leone, si abbatte il muro di cabine

Partiranno oggi gli interventi di eliminazione del tanto contestato “muro” di cabine dell’ex stabilimento balneare “Aster” che fino ad oggi ha impedito l’accesso all’arenile.

L’area, come si è scoperto solo negli ultimi anni, è di proprietà comunale e sarà restituita dai concessionari all’uso del Municipio attraverso la rimozione delle strutture in calcestruzzo. I lavori partiranno stamattina e avranno una durata abbastanza breve, dato che consisteranno semplicemente nel trasferimento delle stesse dall’area municipale a quella privata. Poi sarà il turno del Comune, al quale toccherà rimodulare l’area per consentire l’accesso all’arenile. La piazza Giglia, poi, sarà comunque a breve occupata dal palco che per l’estate potrebbe ospitare degli eventi promossi dal Municipio (verosimilmente con il sostegno dei privati e dal “protagonismo civico”). Dalla ditta proprietaria della concessione dell’ex stabilimento Aster ci spiegano comunque che i lavori sulla struttura partiranno solo in inverno e che gli interventi sulle cabine sono stati possibili solo adesso grazie ad una specifica autorizzazione da parte della Procura della Repubblica, che aveva provveduto a far sequestrare tutta quella parte del litorale.

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Raggiante, ovviamente, è il sindaco Lillo Firetto. "Un lavoro silenzioso e a fari spenti, - ha spiegato in una nota - andato avanti per quasi un anno, che oggi ci permette di porre fine ad una situazione non più tollerabile. Un'operazione complessa che, partendo dalla verifica della titolarità delle aree e passando per l'esame attento degli atti e dei procedimenti amministrativi e giudiziari, ci ha condotto ad avviare un confronto con gli organi competenti e con il privato, fino all’odierno importante risultato. Dopo decenni - conclude il sindaco Lillo Firetto - la città si riprende il suo fronte mare e la sua spiaggia".

Si va a concludere così una lunghissima questione amministrativo-burocratica che ha per anni negato ai cittadini la possibilità di fruire di un tratto di spiaggia che in realtà è sempre stata pubblica. I primi “dubbi” sulla reale proprietà dell’area vennero avanzati durante la scorsa Consiliatura dall’ex assessore Gerlando Gibilaro, il quale per primo pose agli uffici una formale richiesta di chiarimenti sui rapporti di proprietà. Quell’azione poi si perse nelle nebbie del tempo, per tornare a “galla” nel 2015 grazie al consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Marcella Carlisi, che in più occasioni ripropose all’Amministrazione i medesimi interrogativi.

Da qui si è ripartiti, verificando l’effettiva proprietà comunale sull’area ritenuta fino a quel punto Demaniale. A Firetto, evidentemente, va riconosciuto il merito di aver portato avanti la “battaglia”, per quanto, alla fine, a dettare i tempi non sia stato realmente il Comune nonostante gli annunci di diffide e provvedimenti coattivi.

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