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Sbarco Lampedusa, bimbi migranti con magliette rosse: è simbolo di protezione

Nell' isola delle Pelagie sono arrivati in 10, tutti siriani. I genitori farebbero indossare indumenti rossi per renderli riconoscibili ai soccorritori in caso di naufragio

Sbarco Lampedusa, bimbi migranti con magliette rosse: è simbolo di protezione

ROMA - Sono sbarcati a Lampedusa con le loro magliette rosse. Dieci bimbi tutti siriani, la più grande dei una ragazzina di 11 anni, il più piccolo un neonato. A soccorrerli assieme ad altre 21 migranti una motovedetta della Guardia costiera. Il gruppo di migranti è poi sbarcato al molo Favaloro di Lampedusa. A colpire proprio le magliette rosse indossate dai bimbi, un tentativo disperato per i genitori che affidano al mare i loro figli di renderli riconoscibili ai soccorritori tra le onde in caso di naufragio.
L’ipotesi di questo escamotage è nato proprio per il numeri sempre più alto di ragazzini migranti che indossano indumenti rossi. Oggi per dieci di loro è andata bene e fortunatamente la maglietta rossa, ormai un simbolo, è stata solo un gesto di affetto preventivo ma non è stato così per altri minori migranti.


Il piccolo Aylan Kurdi, bimbo siriano di tre anni trovato morto nel settembre del 2015 su una spiaggia turca, indossava una maglietta rossa. Una settimana fa due bambini morti a seguito di un naufragio a Largo della Libia avevano due tutine rosse.
Proprio per questo è nato spontaneamente un movimento delle "magliette rosse» in segno di solidarietà con i migranti. Indossate da personaggi famosi e non e lanciato dall’hashstag #magliettarossa grazie alla campagna del presidente di LIbera Don Luigi Ciotti. 

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