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Agrigento, i "furbetti" della 104 non mollano

E l'associazione Insegnanti in movimento ha deciso di ricorrere di nuovo alla magistratura

Agrigento, i "furbetti" della 104 non mollano

Legge 104, nonostante la «straordinarietà» delle procedure di accertamento, qualcuno potrebbe essere riuscito a sfuggire alle «maglie» dei controlli.

E’ questo il timore dei docenti, a partire da quelli dell’Associazione «Insegnanti in movimento», che ieri mattina hanno tenuto una serie di incontri per cercare di ottenere spiegazioni all’altissimo tasso di «centoquattristi» beneficiari di provvedimenti di trasferimento nella scuola materna (6 su 9) e primaria (ben 53, dei quali 17 nuovi «invalidi»).

Dopo un sit-in davanti all’ufficio scolastico provinciale gli insegnanti hanno incontrato i dirigenti dell’ex Provveditorato, così come quelli dell’Inps e della Procura della Repubblica di Agrigento. E cosa ne hanno concluso?

«Che sostanzialmente non esiste un dialogo tra i diversi enti coinvolti – spiega il presidente Dorenzo Navarra – e questo non consente probabilmente di ottenere i risultati. Sono infatti diverse le incongruenze che sono fin qui emerse, a partire dal numero di soggetti sottoposti a visita medica e quelli formalmente interessati da provvedimenti di revoca. In alcuni casi – dice ancora – ci risulta che soggetti ai quali la 104 era stata revocata poi non hanno ricevuto alcuna notifica, e quindi quest’anno hanno potuto presentare nuovamente domanda. Non crediamo che tutto ciò sia tollerabile».

Così gli «Insegnanti in movimento», che si sono già rivolti ad un legale, presenteranno la prossima settimana un esposto che avrà ad oggetto proprio i soggetti di recente beneficiari dei trasferimenti.

«Per capire in primis – conclude Navarra – se sono stati sottoposti ai controlli medici e con quali esiti».

Sulla legge 104 e sui suoi abusi giusto ieri si era espresso il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.

«Sui furbetti della 104 guai ad abbassare la guardia - ha detto - soprattutto adesso che si sta effettuando la mobilità straordinaria in molte province italiane. Abbiamo chiesto agli Uffici scolastici regionali e territoriali di eseguire, al termine di questo percorso, controlli e verifiche capillari... Per tutti i casi che non verranno confermati, verrà annullato il trasferimento».

Quello della legge 104, però, non è l’unico fronte sul quale è battaglia.

Nei giorni scorsi, la segreteria provinciale della Cgil scuola, guidata da Gaetano Bonvissuto, ha proclamato lo stato di agitazione del settore per contestare le scelte fatte dall’Amministrazione regionale e locale in termini di distribuzione dei cosiddetti «posti di potenziamento», che avrebbero consentito, soprattutto ai perdenti posto, di ottenere un «salvagente» dopo anni di «nomadismo».

Stando alla lettera-esposto di Bonvissuto, nel determinare i posti di potenziamento non si sarebbe «tenuto minimamente conto delle indicazioni scritte sugli organici trasmesse dal Ministero».

In particolare, continua Bonvissuto, le criticità sono emerse in modo evidente sull’organico potenziato delle scuole secondarie, dove «per ragioni non \supportate da nessuna norma» sono stati tagliati 96 posti «perché sono stati utilizzati per la salvaguardia dei perdenti posto in classi di concorso non in esubero».

E se nella scuola primaria, invece, secondo il sindacato risultano assegnati venti posti per salvaguardare i suprannumerari, «i posti rimanenti sono stati distribuiti attraverso una ripartizione che in alcuni casi ha rasentato l’arbitrio, col risultato che parecchie scuole si ritrovano ad avere in organico discipline non richieste e non presenti nel curricolo».

«I criteri illegittimi che hanno sconvolto la normativa sugli organici - continua la nota - con i conseguenti effetti sulla mobilità, sulle immissioni in ruolo e , pertanto, sulle legittime aspettative dei docenti».

Non solo, ma, a conti fatti, il rischio potrebbe essere anche di un ingiustificabile aumento dei costi per le casse pubbliche.

Contro queste incongruenze il sindacato è pronto a scendere in piazza, riservandosi, comunque, anche potenziali iniziative legali.

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