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Agrigento: rifiuti, manifestazione dei sindaci

Per 19 comuni non è stata ancora indicata la sede della discarica dove possono conferire

Agrigento: rifiuti, manifestazione dei sindaci

Rifiuti, è ancora caos per i 19 comuni che conferivano presso l’impianto di contrada Matarana, a Siculiana, e i sindaci sono pronti a protestare e a chiedere la “testa” dei responsabili.

Stamattina, stando agli annunci, i primi cittadini si dovrebbero riunire dinnanzi alla Prefettura di Agrigento per manifestare la loro indignazione per il fatto che, dalla chiusura della discarica della Catanzaro Costruzioni lo scorso 1 settembre, in attesa che arrivino gli esiti dei controlli per i parametri cosiddetti “respirometrici”, le loro comunità sono rimaste ostaggio dei rifiuti.

Per Aragona, Camastra, Cammarata, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Naro, Racalmuto, Ravanusa, Raffadali, Realmonte, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro e Siculiana non è stato infatti individuato alcun impianto sostitutivo, mentre dal Dipartimento regionale per l’Acqua e i rifiuti lo scorso 3 settembre era stato emesso un provvedimento ritenuto in base al quale i Comuni avrebbero dovuto comunque conferire a Siculiana salvo che poi il privato si sarebbe dovuto far carico di trasportare tutto presso impianti che, attualmente, hanno ricevuto la deroga rispetto ai controlli respirometrici. Cioè, che lì le cose siano tutte in regola non lo sappiamo ancora, ma va bene uguale. Un atto senza capo né coda che, infatti, ieri non ha consentito di riprendere la raccolta e il conferimento.

Così, se alcuni sindaci hanno chiesto ai cittadini di non conferire, almeno in questa fase, la loro rabbia si concentra proprio sul dipartimento.

«Chiederemo, con un atto politico, che il presidente Rosario Crocetta azzeri i vertici del Dipartimento – ha spiegato il sindaco di Casteltermini Nuccio Sapia -. Siamo stati letteralmente abbandonati sinora e questo stato di cose non è tollerabile».

Così si chiederà anche l’intervento della Prefettura di Agrigento, che pure già ieri si era interessata della vicenda per i suoi risvolti di tipo igienico-sanitario.

E dalla Regione? Tutto tace, per quanto pare che si stia facendo “pressing” sull’Arpa affinché dia in tempi rapidi il parere sull’impianto di biostabilizzazione mobile della Catanzaro Costruzioni. Analisi che, proprio nel provvedimento del 3 settembre, il dirigente generale Pirillo aveva sostenuto potessero essere negative. Una possibilità che getterebbe nel caos (o almeno, ancora di più che adesso) l’intero sistema, dato che l’equilibrio generale al momento si regge letteralmente su un filo di lana. Questo anche perché, come emerso su diverse testate regionali, anche per altri impianti, come quello di Lentini, non vi sarebbe il parere positivo dell’Arpa e del Ministero dell’Ambiente sul sistema di biostabilizzazione. In quel caso, però, il “niet” rivolto ad una delle discariche nella quale conferiscono gran parte dei comuni siciliani, non sembra stato seguito da provvedimenti di sorta.

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