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Agrigento, il Teatro greco di Akragas sta per emergere

Nell'aria la sensazione che ci si trovi davanti una scoperta eccezionale. Scavi al via dal 10 ottobre

Agrigento, il Teatro greco di Akragas sta per emergere

La notizia doveva rimanere riservata per essere poi resa pubblica con la dovuta solennità, ma la scoperta dei resti di ciò che potrebbe essere stato il teatro dell’antica Akragas non è di quelle che facilmente passano sotto traccia. Così in breve si è diffusa in tutta la città ed ha avuto anche risonanza a livello nazionale.

Per giovedì 15 settembre l’assessore regionale ai beni culturali Carlo Vermiglio ed il direttore dell’Ente Parco archeologico e Paesaggistico della Valle dei templi Giuseppe Parello hanno indetto una conferenza stampa: in quella occasione avevano intenzione di annunciare il ritrovamento, pur con tutti i dubbi che ancora accompagnano tutta la vicenda. La notizia tuttavia è trapelata (pubblicata dal Corriere della Sera) e la conferenza stampa servirà adesso per chiarire tutti i dettagli ed i vari aspetti dell’operazione che è in corso e che, si spera, porterà alla riscoperta del teatro antico.

Malgrado il fatto sia ormai noto, comunque, al momento Parello si chiude dietro un impenetrabile riserbo, anche per il rispetto istituzionale dovuto nei confronti del governo. Trapela poco o nulla su un avvenimento che, se le aspettative che si sono venute a determinare saranno confermate, avrebbe una portata storica. Si sa che nella zona dell’Agorà, a sud-est del Museo archeologico e della chiesa di San Nicola, erano in corso indagini e verifiche finalizzate a tutt’altro obbiettivo: condotte da Monica Liviadotti del Politecnico di Bari e da Luigi Calio dell’Università di Catania, con le archeologhe del Parco Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Serena Rizzo, tali indagini hanno comportato la catalogazione delle immagini dell’intera area prodotte negli ultimi decenni e l’effettuazione di attente e raffinate analisi di esse. Da tali analisi, confermate da un successivo saggio di scavo appositamente eseguito, sono emersi una struttura circolare che potrebbe essere compatibile un gradone ed altre strutture altrettanto compatibili con quelle di un antico teatro.

Dunque va ribadito che non vi è nessuna certezza, questo è ovvio, ma le probabilità che stavolta ci siamo sono concrete. Le certezze verranno dopo una campagna di scavo che sarà eseguita nel contesto di una perizia già programmata in quella zona e che avrà inizio il prossimo 10 ottobre. I lavori si protrarranno per un paio di mesi, ma saranno certamente sufficienti a stabilire se si tratta del teatro antico oppure no. In caso di esito positivo si tratterebbe del raggiungimento di un obbiettivo inseguito da oltre un secolo. Seguirebbe la predisposizione di un apposito ulteriore progetto di scavo per il completamento delle operazioni di riscoperta e restauro della struttura per poi renderla fruibile. Facile ritenere che la presenza del teatro sarebbe una ulteriore attrattiva turistica di grandissimo spessore che arricchirebbe enormemente il patrimonio archeologico e richiamerebbe ad Agrigento una nutrita schiera di appassionati visitatori, senza contare le numerose possibilità di fruizione che si aprirebbero con la disponibilità di una struttura di quel genere.

La scoperta del teatro antico di Akragas è un obiettivo che viene concretamente inseguito da quasi un secolo, anche se già a metà del ‘500 Tommaso Fazello ne ipotizzava la presenza nelle vicinanze della chiesa di San Nicola, ma è solo nel XX secolo che si cominciò a cercarlo in modo concreto. L’archeologo Pirro Marconi ritenne di individuare l’area dove poteva trovarsi il teatro in una conca poco a nord della chiesa e, grazie ai fondi messi a disposizione dal capitano inglese Alexander Hardecastle, eseguì una serie di scavi nel decennio compreso tra il 1920 ed il 1930 che tuttavia non sortirono alcun risultato e che comunque si fermarono nel 1933 con la morte dell’ex ufficiale britannico che finì ad Agrigento, città della quale si era innamorato, la propria esistenza.

Poi la guerra e la ricostruzione, ma è curioso sottolineare come tra gli studiosi ufficiali non sempre ci sia stata una grande convinzione nell’esecuzione di studi e ricerche finalizzate al ritrovamento del teatro, mentre un interesse crescente si è andato registrando tra gli appassionati. Comunque le ricerche non si sono mai fermate, nel corso degli ultimi decenni si sono succedute le ipotesi più svariate e addirittura nel maggio 1988, in occasione del convegno di studi su “Agrigento e la Sicilia Greca” alcuni archeologi annunciarono di avere trovato un teatro con gradoni a trecento posti nella zona attigua al Bouleuterion nelle vicinanze del Museo Archeologico, nella stessa zona dove l’anno precedente erano state trovate delle monete antiche. In quell’occasione l’allora Soprintendente Graziella Fiorentini fu molto cauta ed ebbe ragione perché in effetti si rivelò un falso allarme e la struttura ritrovata si rivelò di tutt’altra natura.

Intanto nacque l’Ente Parco e la ricerca del teatro ebbe un nuovo impulso. Nel 2006 l’allora direttore Giuseppe Castellana, considerato tra i massimi esperti di studi preistorici e che in precedenza per diversi anni aveva diretto il Museo archeologico, si prefisse di tentare l’impresa e predispose un progetto di scavo, come riportano le cronache dell’epoca, per circa due milioni di euro che la Regione doveva finanziare con fondi europei, proprio nella zona dell’Agorà superiore nella zona di San Nicola, a valle dell’ex scuola rurale. Lui poi andò in pensione e la cosa non ebbe seguito. «Se dovesse confermarsi la notizia – precisa oggi – la mia intuizione fu giusta perché l’area oggetto di quel progetto era proprio questa».

Adesso sembrerebbe la volta buona, almeno così si spera. L’attuale direttore del Parco Giuseppe Parello non si è certamente sottratto alla ricerca e, avvalendosi dei nuovi mezzi messi a disposizione dalle moderne tecnologie, ha sempre continuato a tenere presente la necessità di individuare quella struttura che viene inseguita praticamente da sempre.

Non rimane che aspettare anzitutto il 15 settembre per conoscere maggiori particolari su quello che è stato scoperto e soprattutto l’esecuzione della perizia di scavo per avere la conferma che finalmente “il grande assente” nella Valle dei templi di Agrigento si è trasformato in una grossa, stimolante ed attraente presenza.

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