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Il cantante Nanà: «Dovevo cantare alla kermesse dei grillini, escluso senza motivo»

Era stato contattato dagli organismi nazionali del movimento di Beppe Grillo ma all'ultimo momento tutto è saltato

Il cantante Nanà: «Dovevo cantare alla kermesse, escluso senza motivo»

SCIACCA - Avrebbe dovuto suonare e cantare alla terza edizione di “Italia Cinque Stelle”, la manifestazione nazionale in programma sabato e domenica a Palermo, organizzata dal movimento di Beppe Grillo. All'ultimo momento gli è stata negata però questa possibilità e lui diffonde una lettera aperta creando un caso di cui tutta la città sta ora parlando e che ha fatto scendere in campo anche il capogruppo all'Ars.

 
Protagonista di una vicenda che sta a metà tra musica e politica, il cantante e musicista saccense Giuseppe Gulino, in arte Nanà, noto anche in campo nazionale per la canzone "Il ballo della casalinga". Nel mostrare profonda delusione, Gulino chiama in causa i rappresentanti locali del movimento, accusandoli di essere intervenuti per impedirgli un'esibizione già definita con gli organi nazionali del movimento, durante la quale avrebbe dovuto presentare la sua nuova canzone dal titolo non a caso “Onestà”, già presente su You Tube con un video che sta ottenendo parecchie condivisioni.

 
Nanà doveva cantare sul palco e proporre alcune canzoni di protesta contro la politica corrotta. Era stato contattato dagli organismi nazionali del movimento di Beppe Grillo ma all'ultimo momento tutto è saltato. “Qualcuno si è scomodato per fare cancellare una bella opportunità – commenta deluso - perchè tutto questo ? Perchè fare del male ad un artista che si sta impegnando nel sociale ?”

 

Le accuse hanno determinato anche la replica del deputato regionale Matteo Mangiacavallo, oggi capogruppo all'Ars: “La vicenda è relativa ad un pass per il backstage, notoriamente riservato ai soli addetti ai lavori, ottenuto in maniera non conforme alle regole – dice - chi appartiene al Movimento - conclude Mangiacavallo - sa benissimo che si devono rispettare le regole, da noi vige la meritocrazia e nessuno può pensare di ottenere benefici personali attraverso il movimento. Non esistono doppi canali e ciò sia chiaro a tutti”.

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