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Caso di cyberbullismo in scuola elementare, la vittima ha 9 anni

Indagine della Polizia postale: il "branco" di coetanei fin troppo abili col cellulare

Caso di cyberbullismo in scuola elementare, la vittima ha 9 anni

Un caso di cyberbullismo in una scuola agrigentina. Un caso che definire sconvolgente è poco, alla luce dei protagonisti.

Vittima una bambina di appena 9 anni, protagonista a sua insaputa di alcune foto di nudo, inviate dal suo telefonino cellulare, ad una cerchia di coetanei, attraverso WhatsApp.

L'episodio si è verificato nei giorni scorsi, e vede un gruppo di bulletti di 9 e 10 anni, che hanno scambiato la realtà per gioco, e sono stati capaci di mettere in atto una situazione sgabrosa e pericolosa, e poi nella logica del branco hanno umiliato la vittima, diffondendo scatti intimi, scaricati da Internet e da chissà da quale sito, fatti passare per delle foto della compagnetta, e rimbalzati sui cellulari di una cerchia di alunni.

Una vicenda delicatissima, gestita con grande professionalità, e conclusa positivamente dall'intervento del personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Agrigento.

In questo modo con il loro operato gli agenti hanno ridato serenità alla bambina e ai suoi genitori. Con la speranza che quanto accaduto possa indurre soprattutto i genitori a prestare maggiore attenzione nel consentire l’uso dei telefoni cellulari ai propri figli, specie se minorenni.

La storia è tutta da raccontare e ha avuto origine quando la bimba, che frequenta la scuola elementare, un giorno in un momento di distrazione ha lasciato il suo telefonino poggiato sul banco.

Uno o più alunni, probabilmente della stessa classe, hanno approfittato di quel momento per attuare una "bravata".

Sono riusciti a scaricare delle fotografie di nudo da un sito, le hanno elaborate facendo sparire il viso, e a quel punto dallo stesso apparecchio le hanno inviate ad altri coetanei, in modo da far credere che fosse stata la proprietaria del cellulare a inviare quelle foto.

In tanti hanno condiviso quelle immagini con un gruppo di amici su WhatsApp, e il tam tam sui telefonini è corso per ore. La scoperta nella stessa giornata. Allertata la famiglia fortunatamente il tutto è stato interrotto dall'intervento degli agenti della Polizia Postale. Appena ricevuta la denuncia da parte dei genitori sono partite alcune indagini.

La questione è stata chiarita in poco tempo: erano foto fasulle, ma fatte passare per vere.

Resta una considerazione da fare, perché la divulgazione di quelle foto (anche se false), soltanto per puro divertimento, ha rischiato di provocare devastanti conseguenze.

Gli agenti della Postale, e con loro tanti docenti, da tempo mettono in guardia dai rischi del web e delle chat giovani e giovanissimi delle classi elementari e medie, danno loro consigli, e invitano tutti "a tenere gli occhi ben aperti". Ad Agrigento e provincia, il cyberbullismo ed episodi di molestie sui social network e su WhatApp, ad oggi non sono veri e propri fenomeni.

Gli agenti della Postale, coordinati dalla Procura di Agrigento, hanno trattato un altro caso di molestie sul social network, ed ha visto vittima un maggiorenne agrigentino, più volte molestato da un ignoto individuo. Le indagini sono concentrate a risalire all'autore. Rischia una denuncia a piede libero.

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