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Agrigento, un piccolo esercito di scorte e scortati

Magistrati, uomini delle istituzioni, imprenditori, tutti in prima fila tutelati da tanti angeli custodi. a breve il depotenziamento dei servizi per Ignazio Cutrò

Agrigento, un piccolo esercito di scorte e scortati

AGRIGENTO - Un piccolo "esercito" di appartenenti alle forze dell'ordine, sono impegnati quotidianamente a garantire l'incolumità di magistrati, sindaci, politici, imprenditori e altre figure pubbliche. Una parte degli "scortati" gode di un sistema di sicurezza e protezione importante, come nel caso di quanti hanno detto "No" alla mafia, e hanno denunciato le richieste di "pizzo". A decidere in ogni caso è il comitato tecnico per la sicurezza personale coordinato dalla Prefettura.

Vivono sotto scorta da anni il vice presidente di Confindustria Giuseppe Catanzaro, dopo le sue denunce contro il racket e l'arresto di esponenti della mafia; e Paolo Ferrara, bancario, ex sindaco di Porto Empedocle, testimone in un processo per usura. Anche se il “dispositivo di sicurezza che lo riguarda parla chiaro: scorta soltanto in provincia di Agrigento“. La protezione a Catanzaro e Ferrara viene garantita dal servizio scorte della Questura. Due, talvolta tre agenti della Polizia di Stato, li seguono in tutti i loro spostamenti, notte e giorno.

Alcuna scorta, ma un poliziotto segue e accompagna in tutti i suoi appuntamenti, il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede. Beneficiano di una vera e propria scorta i responsabili della Procura di Agrigento. Due carabinieri seguono come un'ombra il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, capace dopo parecchi anni di rispolverare il caso degli immobili abusivi, ordinando ai Comuni di dare seguito alle decine di sentenze di abbattimento esecutive. Da ieri è sotto scorta il nuovo procuratore capo, Luigi Patronaggio. Carabinieri e militari della Guardia di finanza si occuperanno di garantire la sua incolumità. Un altro giudice Walter Carlisi, da anni responsabile all'Ufficio di Sorveglianza di Agrigento, viene scortato in tutti i suoi spostamenti, da due o tre militari dell'Arma e delle Fiamme gialle.

Dal giorno del suo insediamento il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, si avvale della scorta di due Vigili urbani. Ad avere già la scorta, a Licata, è il sindaco Angelo Cambiano. Il provvedimento è stato adottato dopo l’incendio della casa di campagna della famiglia del primo cittadino. Cambiano ha un agente che lo segue come un’ombra in tutti gli spostamenti ed una pattuglia della polizia di Licata, ferma, 24 ore su 24, davanti la sua abitazione. Sempre a Licata nelle settimane scorse è stata assegnata la tutela al dirigente del dipartimento Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, che fin dall'inizio si occupa delle demolizioni degli immobili abusivi. Viene seguito in tutti gli spostamenti da un militare della Guardia di finanza. Due carabinieri di Licata, invece, si occupano di scortare Claudio Miceli, farmacista agrigentino, vicepresidente di FederFarma Agrigento, titolare di una farmacia a Palma di Montechiaro, che si rifiutò di pagare il pizzo. E da anni i carabinieri di Cammarata, provvedono alla protezione dell'imprenditore bivonese Ignazio Cutrò, e dei suoi familiari. Proprio ieri però è arrivata la notizia della revoca del programma di protezione dalla Commissione Centrale. A breve arriverà la decisione, che potrebbe portare al depotenziamento della sua scorta.

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