WHATSAPP: 349 88 18 870

Agrigento, arresto convalidato e il gip dà i domiciliari all'avv. Arnone

L'ex ambientalista accusato di estorsione nei confronti di una collega alla quale avrebbe chiesto del denaro per evitare "clamore mediatico" in una vicenda giudiziaria in cui la donna è coinvolta. Perquisiti gli studi e le abitazioni dell'ex presidente regionale di Legambiente

Agrigento, sorpreso mentre intascava mazzetta, arrestato l'avvocato Giuseppe Arnone

Il gip del Tribunale di Agrigento Francesco Provenzano ha convalidato l’arresto dell’avvocato Giuseppe Arnone e ne ha disposto gli arresti domiciliari con assoluto divieto di comunicare con l'estorno e con estranei. L’ordinanza è stata depositata poco fa dal giudice per le indagini preliminari. Gli arresti dureranno fino al prossimo 22 novembre giorno in cui si svolgerà l’udienza del processo ai danni di Francesca Picone, l’avvocato che sarebbe la vittima della presunta estorsione dell’ex presidente di Legambiente oggi invece difensore di decine di abusivi della Valle dei Templi e di Licata. Questo ha scritto il gip per evitare qualunque tentativo di inquinare le prove.

Giuseppe Arnone era stato fermato sabato scorso dalla Squadra mobile di Agrigento all’uscita dallo studio dell’avvocato Francesca Picone, con in tasca due assegni per un totale di 14 mila euro. Secondo l’accusa i soldi sarebbero il prezzo richiesto da Arnone alla collega per ottenere il suo silenzio e non sollevare così clamore mediatico nella vicenda che vede imputata proprio la Picone accusata di presunte irregolarità nella difesa di alcuni suo clienti. Secondo l’accusa Arnone avrebbe chiesto 50 mila euro. Durante l’udienza di convalida i due pm, Carlo Cinque e Alessandro Macaluso, hanno depositato anche le intercettazioni e le testimonianze a sostegno dell’accusa. La difesa di Arnone, con gli avvocati Arnaldo Faro e Carmelita Danile, hanno invece ribadito che si sia trattato di una una transazione “regolare” tra l’avvocato Giuseppe Arnone e la collega Francesca Picone.

In serata la polizia ha perquisito gli studi professionali - in via Mazzini e in via Minerva - e le abitazioni di San Leone e in città dell’ avvocato Giuseppe Arnone, poche ore dopo la sua scarcerazione. Nello studio di via Minerva si sarebbero recati anche i pm che sono titolari del fascicolo di inchiesta - per estorsione - aperto a carico dell’avvocato ambientalista.
La Squadra mobile avrebbe portato via un personal computer e degli incartamenti. Arnone, dopo la scarcerazione, è stato posto - in base all’ordinanza di convalida e contestuale applicazione della misura cautelare del Gip Francesco Provenzano - agli arresti domiciliari in via Mazzini, dove ha lo studio, «senza l'applicazione del sistema di controllo elettronico, non essendo ipotizzabile - è il Gip a scriverlo - un rischio di fuga; ma con il divieto di contatti personali, telefonici e telematici con soggetti che non siano appartenenti alla sua famiglia».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 2
  • doreal

    17 Novembre 2016 - 10:10

    E' una estorsione veramente singolare il cui prezzo viene pagato con assegni non trasferibili intestati all'estortore e riscosso in presenza di un legale terzo di indubbia moralità.Tra l'altro dubito molto che l'estorsioni si facciano a mezzo email e pec indelebili.Anche il motivo della estorsione " evitare il clamore mediatico" è perfettamente risibile in quanto Francesca Picone,una volta perfetta sconosciuta,a seguito della trappola per l'arresto di Giuseppe Arnone,è diventata a livello mediatico nazionale,un'avvocato uso ad estorcere denaro ai propri clienti,con una grossa perdita di immagine e di dignità professionale,con un danno oramai grave ed irrimediabile per la propria attività .Si è voluto,a mio giudizio, colpire uno scomodo paladino di tante lotte civili ed ambientaliste.In ogni caso la Magistratura saprà rendergli sicuramente giustizia. Aldo Tuttolomondo

    Rispondi

  • doreal

    17 Novembre 2016 - 10:10

    E' una estorsione veramente singolare il cui prezzo viene pagato con assegni non trasferibili intestati all'estortore e riscosso in presenza di un legale terzo di indubbia moralità.Tra l'altro dubito molto che l'estorsioni si facciano a mezzo email e pec indelebili.Anche il motivo della estorsione " evitare il clamore mediatico" è perfettamente risibile in quanto Francesca Picone,una volta perfetta sconosciuta,a seguito della trappola per l'arresto di Giuseppe Arnone,è diventata a livello mediatico nazionale,un'avvocato uso ad estorcere denaro ai propri clienti,con una grossa perdita di immagine e di dignità professionale,con un danno oramai grave ed irrimediabile per la propria attività .Si è voluto,a mio giudizio, colpire uno scomodo paladino di tante lotte civili ed ambientaliste.In ogni caso la Magistratura saprà rendergli sicuramente giustizia. Aldo Tuttolomondo

    Rispondi

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa