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Aveva indossato la toga per difendere assistito, Arnone torna in carcere

Il gip ha accolto la richiesta di aggravamento, formalizzata martedì scorso dalla Procura, della misura a carico dell’ambientalista ed ex consigliere comunale arrestato il 12 novembre per estorsione a un’avvocatessa

Agrigento, Arnone interrogato in carcere, il gip si è riservato di decidere su convalida arresto

AGRIGENTO - L’avvocato Giuseppe Arnone è tornato al carcere Petrusa di Agrigento. Il gip ha accolto la richiesta di aggravamento, formalizzata martedì scorso dalla Procura, della misura a carico dell’ambientalista ed ex consigliere comunale arrestato il 12 novembre per estorsione a un’avvocatessa.

La richiesta di aggravamento sarebbe stata fatta per il comportamento tenuto da Arnone, proprio lo scorso martedì, in tribunale dove si era recato per costituirsi parte civile in un processo e per presenziare ad un procedimento dove risulta indagato. Per questi procedimenti era autorizzato. Ma Arnone a un certo punto ha indossato la toga ed ha difeso un suo assistito. Poco fa, la polizia gli ha notificato l’aggravamento della misura e lo ha trasferito in carcere. La custodia cautelare ai domiciliari, inflitta ad Arnone, prevede il divieto di comunicazione. Lunedì si svolgerà l’udienza davanti al Riesame dopo il ricorso presentato dai legali dell’indagato, Arnaldo Faro e Carmelita Danile, che hanno chiesto la liberazione dell’assistito.

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