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Terzo guasto all'acquedotto del Fanaco in un mese e mezzo, in 60 mila (di nuovo) senza acqua

Sempre critica la situazione in provincia di Agrigento e soprattutto a Canicattì, dopo i turni di erogazione restano di poche ore ogni settimana. E si aspetta l'annunciata ispezione della Regione.

Terzo guasto all'acquedotto del Fanaco in un mese e mezzo, in 60 mila (di nuovo) senza acqua

Il 2017 è cominciato da un mese e mezzo e già l’acquedotto del Fanaco ha subito tre guasti nonostante una copiosa e una costosa manutenzione. Si tratta di un acquedotto da cui dipende l’approvvigionamento della parte centrale della provincia di Agrigento e che ieri si è nuovamente fermato lasciando a secco 60 mila persone tra Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata e Casteltermini. E così i turni già di per sé lunghi – perché qui l’acqua viene distrubuita per poche ore una volta alla settimana – rischiano di allungarsi ancora di più. La comunicazione arriva da Girgenti Acque, il gestore del servizio idrico integrato che dà notizia del guasto ma non mette in atto alcun piano B per far sì che la popolazione sia comunque approvvigionata.

E spiega che “Per tali ragioni la turnazione idrica subirà delle limitazioni, e quella prevista per i prossimi giorni degli slittamenti. La distribuzione tornerà regolare non appena Siciliacque avrà ripristinato l'ordinaria fornitura idrica ai Comuni interessati, tenendo in considerazione che per la normalizzazione, saranno necessari dei tempi tecnici”.

Un problema che comincia insomma a presentarsi troppo spesso e va anche detto che nonostante una riunione dei sindaci del comprensorio del Canicattinese guidati dal deputato Angelo Capodicasa e nonostante l’annuncio del vice presidente della Regione Mariella Lo Bello di una ispezione per verificare il funzionamento e la gestione del servizio idrico ad Agrigento non sembra siano state messe in atto soluzioni alternative.

Girgenti Acque si difende sostenendo che il problema è di carattere burocratico perché deve acquistare l’acqua da un consorzio idrico, il Tre Sorgenti, che ha peraltro il possesso degli impianti idrici. Con il paradosso che non intende consegnarli a Girgenti Acque pur non avendo la possibilità di procedere alle manutenzioni delle reti per mancanza di denaro. Beghe che fanno sì che l’acqua si perda per colpa delle falle che nessun ripara e che i cittadini siano costretti a soffrire la sete. Ora si attende la Prefettura visto che il prefetto Nicola Diomede che conosce la situazione ha annunciato una serie di verifiche.

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