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Fanaco, l'acquedotto che si rompe una volta alla settimana

Ottavo stop per gli impianti dall'inizio dell'anno. A secco almeno 80 mila persone in provincia di Agrigento. E così i turni di erogazione di una settimana slittano fino a dieci giorni, nel silenzio (o quasi) delle Istituzioni

Fanaco, l'acquedotto che si guasta una volta alla settimana

Ottavo guasto dall’inizio dell’anno per l’acquedotto del Fanaco, “gestito” da Siciliacque a attraverso il quale Girgenti Acque, la società che ha in gestione il servizio idrico integrato approvvigiona la zona centrale della della provincia di Agrigento. E come per le precedenti sette volte a comunicarlo è proprio Girgenti Acque che si limita a spiegare di “essere stata informata da Siciliacque S.p.A. che a seguito di un guasto riscontrato dai tecnici della Società di Sovrambito all'Acquedotto Fanaco è stata sospesa la fornitura idrica ai Comuni di Canicattì, Casteltermini e Licata”, e dunque all’incirca per 80 mila persone.;

“Per tali ragioni – dice sempre Girgenti Acque - la turnazione idrica subirà delle limitazioni, e quella prevista per i prossimi giorni subirà degli slittamenti e la distribuzione tornerà regolare non appena Siciliacque avrà ripristinato l'ordinaria fornitura idrica ai Comuni interessati, tenendo in considerazione che per la normalizzazione, saranno necessari dei tempi tecnici”.

Va sempre ricordato che la fornitura regolare, secondo Girgenti Acque, resta l’erogazione per poche ore ogni sette giorni. Poi basta un guasto, la cui frequenza è ormai settimanale, per fare slittare il turno anche fino a dieci giorni.

Un groviglio di enti, consorzi e sovrambiti che di fatto provocano un lievitare dei costi per i cittadini e un servizio pessimo. Basta pensare a quello che accade a Canicattì, la cui rete idrica è di proprietà di un consorzio, il Tre Sorgenti, che non ha le risorse per fare le manutenzioni, ma che si rifiuta di consegnare gli impianti a Girgenti Acque con la quale vi è ormai una decennale contesa giudiziaria.

E in mezzo a tutto questo resta fiorente il mercato delle autobotti che servono anche bar e ristoranti con l’acqua la cui provenienza non sempre è del tutto tracciabile.

La vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello nelle scorse settimane aveva preannunciato una ispezione per verificare il regolare funzionamento del servizio idrico in Sicilia e in particolare in provincia di Agrigento.

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