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Truffa da 231 mila euro, arrestato ex direttore delle Poste di Castrofilippo

Le indagini dei carabinieri dopo la segnalazione degli uffici che avevano sospeso dall'incarico Vincenzo Di Rosa: spariti 51 mila euro dal bancomat e 180 mila euro dai conti di diversi clienti

Truffa da 231 mila euro, arrestato ex direttore della Poste di Castrofilippo

I carabinieri di Castrofilippo hanno arrestato, prelevandolo dalla sua casa di via Manzoni ad Agrigento, Vincenzo Di Rosa, 56 anni, ex direttore dell’Ufficio postale di Castrofilippo, finito in manette su ordine del gip di Agrigento. L’uomo è accusato di truffa aggravata e continuata. Il gip ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., ovvero alcuni giorni al settimana ad orari prestabiliti dovrà presentarsi per apporre la propria firma presso i carabinieri.

Le indagini condotte dai Carabinieri hanno preso il via dopo la segnalazione del “fraud management” di Poste italiane di Catania, che aveva informato l’Arma della sospensione cautelare del direttore dell’ufficio postale, per l’ammanco di 51 mila euro. Le indagini hanno poi accertato come Di Rosa - dal marzo 2015 al maggio 2016 - carpendo la fiducia di alcuni clienti, che gli avevano affidato i propri libretti al portatore, aveva anche distratto complessivamente altri 180 mila ai danni di un pensionato di 83 anni (50 mila euro circa), di una casalinga di 60 anni (9 mila mila euro circa), una pensionata di 61 anni (30 mila euro circa), di due eredi facendosi consegnare i documenti relativi alla chiusura dei conti dei defunti genitori definiti “inoperosi” per distrarre la somma di 65 mila euro) di altri due anziani (8 mila euro circa).

L’indagato ha anche ammesso le proprie responsabilità riferendo di aver sottratto i “soli” 51 mila euro dall’ufficio per aiutare un amico (a tutt’oggi ignoto) in difficoltà senza far il minimo accenno alla gestione dei libretti di alcuni clienti. Ma grazie alle indagini e ai clienti che – presi dal dibbio – hanno chiesto lumi e si sono rivolti ai carabinieri si è scoperto che la truffa era molto più estesa. Alcuni accessi presso l’abitazione e l’ufficio del direttore hanno permesso di recuperare i vari libretti personali nonché copia dei documenti personali dei contraenti, in alcuni casi anche carte di credito con relativo Pin.

Contestualmente all’arresto è stato notificato a Vincenzo Di Rosa un decreto con il quale il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo, in funzione di successiva confisca, delle somme di denaro depositate in conti correnti intestati o cointestati al reo, nonché di eventuali investimenti in titoli, obbligazioni o altre forme d’investimento, sino al raggiungimento della somma di euro 200 mila a copertura delle somme da restituire. In via subordinata il sequestro anche di beni mobili intestati all’indagato fino ad un massimo di euro 50 mila. Sono tutt’ora in corso accertamenti da parte del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento per verificare tutti i movimenti in entrata e in uscita (versamenti e prelievi), saldi, giacenze, e di accedere al deposito titoli ed eventuali cassette di sicurezza dell’ex direttore.

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