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Abusivismo edilizio, minacce telefoniche per sindaco Cambiano

Riprendono le demolizioni a Licata e per il primo cittadino arrivano altre intimidazioni

Abusivismo edilizio, minacce telefoniche per sindaco Cambiano

LICATA (AGRIGENTO) - Nuove minacce anonime, fatte via telefono, per il sindaco di Licata (Ag) Angelo Cambiano. «Dite al sindaco che deve fermare subito le demolizioni, altrimenti gli finisce male». Questo il contenuto della telefonata arrivata al centralino del Municipio. La polizia di Stato sta già cercando di acquisire i tabulati telefonici. Non è escluso però che la telefonata possa essere stata fatta da una cabina telefonica.

«Sono stanco, provato, distrutto - ha commentato Cambiano - . I messaggi che passano sono distorti, si fa sistematicamente una sovraesposizione mediatica del sindaco che sembra che si sia intestato una battaglia di legalità. Voglio solo fare il mio dovere. Ed il mio dovere è anche quello di far rispettare le sentenze della magistratura. Sono stanco perché i cittadini - aggiunge Cambiano che da quasi un anno vive sotto scorta - si chiedono e mi chiedono perché solo a Licata? E a queste domande non so dare una risposta. E’ la politica che si è scagliata contro di me. Sono stato definito come il sindaco delle demolizioni, ma ripeto io faccio solo quello che è il mio dovere».

Il 9 maggio scorso, qualcuno ha incendiato la casa di campagna, in contrada Stretto, di Rosario Cambiano, insegnante in pensione, padre del sindaco eletto con l’appoggio di tre liste civiche del Centrodestra nel giugno del 2015. Il Comune di Licata sta portando avanti le demolizioni degli immobili abusivi, già acquisiti al patrimonio del Municipio, dopo che nell’ottobre del 2015 ha firmato il protocollo d’intesa con la Procura di Agrigento. 

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commenti 1
  • sikano73

    14 Marzo 2017 - 22:10

    si sarebbe dovuto procedere per tempo alla effettiva e reale immissioni in possesso di questi immobili al comune solo formalmente già acquisiti al patrimonio del Municipio....tali operazioni, del tutto propedeutiche alle demolizioni, avrebbero di fatto rescisso il cordone ombelicale che lega tutt'ora gli immobili da abbattere agli ex proprietari

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