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LegaPro: Akragas, un miracolo chiamato salvezza

La squadra con la rosa più giovane e corta del girone resta in terza serie. Ora bisogna consolidare la società

LegaPro: Akragas, un miracolo chiamato salvezza

L'allenatore dell'Akragas Lello Di Napoli

Persino Sky, di notte e dopo otto ore dal triplice fischio finale, ancora non ci credeva e dava l’Akragas per retrocessa in serie D insieme alla Vibonese dopo l’1 a 1 dell’Esseneto.

E in effetti la salvezza dei biancazzurri che, l’anno prossimo, a meno di imprevedibili sorprese, saranno per la terza volta consecutivi, ai nastri di partenza del campionato di Serie C, come finalmente è tornata a chiamarsi la LegaPro, ha il sapore di un vero e proprio miracolo.

La squadra con l’età media di gran lunga più bassa del girone e con una rosa composta da soli 14 giocatori (e la panchina completata dai juniores) ha compiuto l’impresa di centrare una salvezza che, a un certo punto, a gennaio sembrava ormai perduta. E non per questioni di classifica, perché quella dell’Akragas non è mai stata drammatica, ma per le vicissitudini societarie che, subito dopo Natale, avevano visto il patron Marcello Giavarini annunciare il suo disimpegno, e l’ad Tirri avviare la cessione dei pezzi “pregiati” della rosa in giro per l’Italia. Senza contare che, alla vigilia di un match cruciale, come quello di Taranto, il presidente Silvio Alessi era andato in tv a dire che la retrocessione era una ipotesi di cui la società stava tenendo conto. Soldi insomma non ce n’erano - e al momento non ce ne sono - e chi è rimasto si è dovuto accontentare di un tozzo di pane.

Sembrava, per tutti, la fine, ma non invece per il tecnico Lello Di Napoli, l’uomo che è riuscito a tenere unito un gruppo sull’orlo del precipizio. E’ stato lui capitano di una barca che tra i marosi e la tempesta è riuscito a riportare tutti nel porto sicuro della salvezza. E con lui anche i pochi giocatori di esperienza della squadra come il portiere Pasquale Pane, uno che non si capisce come sia possibile giochi in terza serie, protagonista di un’annata con zero errori e con all’attivo la superprestazione del match di andata dei play out a Melfi dove l’Akragas è stata letteralmente presa a pallate dagli avversari che, però, non sono passati solo grazie alle parate del numero 1 agrigentino. E come Thiago Cazè, il capitano brasiliano, al secondo anno ad Agrigento – e che ha attraversato il disastro Legrottaglie, la riscossa con Pino Rigoli e la sofferenza tramutatasi in gioia dell’era Di Napoli – protagonista di un’altra annata da incorniciare. E per finire a Lorenzo Longo, giovanissimo, criticatissimo, sempre in campo, e autore del gol salvezza a 12 minuti dalla fine dello spareggio.

Ora bisogna godersi prima la salvezza e poi programmare il futuro. Giavarini potrebbe passare la mano e qualche gruppo di imprenditori, già in passato vicini ad acquisire la società, potrebbe tornare alla carica, stavolta per programmare sin da luglio la stagione. Anche perché, per tutti i tifosi, sarà un torneo di serie C eccezionale perché ricchissimo di derby tenuto conto al via ci saranno ben sei le isolane: Catania, Siracusa, Trapani, Akragas, Messina e Leonzio.

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