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Inchiesta Trapani, Giusy Nicolini: «Nessuno spreco per Linosa»

Il sindaco di Lampedusa interviene sul contenuto delle intercettazioni che hanno svelato il sistema di corruzione in cui era coinvolto l'armatore Liberty line Ettore Morace

Inchiesta Trapani, Giusy Nicolini: «Nessuno spreco per Linosa»

Giusy Nicolini sindaco di Lampedusa

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - «E' fonte di grande amarezza per me e per la mia comunità scoprire che, mentre combattevo al fianco dei funzionari della Regione impegnati nella riorganizzazione dei collegamenti veloci con le isole per eliminare sprechi e iniquità, loro invece citavano proprio Linosa (Ag) come esempio di spreco. Spero tanto che non sia così. Linosa, l’unica isola a essere stata privata del collegamento interno con Lampedusa per 7 lunghi mesi e a ricevere il taglio del servizio nel periodo invernale, non si merita certamente di essere annoverata per sprechi». Lo dice il sindaco di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini in merito alle intercettazioni nell’ufficio regionale fra la dirigente Dora Piazza, che ha fatto scattare l’inchiesta «Mare Nostrum» della Procura di Palermo che ha portato all’arresto dell’armatore della Liberty line Ettore Morace, e il direttore generale Fulvio Bellomo.


Dalle intercettazioni emergerebbe che lo scorso 31 dicembre sarebbe stata fatta partire una corsa straordinaria da Porto Empedocle per Linosa con due soli passeggeri. «Linosa è l’isola più lontana della Sicilia, con circa 400 abitanti, sprovvista di tanti servizi fondamentali che invece sono presenti a Lampedusa - afferma Nicolini - La mobilità giornaliera tra le 2 isole e per gli abitanti e i pendolari che devono garantire scuola e sanità non è più possibile in inverno. Mentre c'erano e ci sono isole che avevano o che ancora hanno una corsa di aliscafo ogni 5 minuti, Linosa è invece privata di diritti e pari opportunità. E' vero che in inverno nel canale di Sicilia l’aliscafo, che avrebbe dovuto effettuare 3 corse settimanali tra le due isole, saltava spesso le corse per le avverse condizioni meteo e trasportava poche persone. Ma lo scandalo stava nei rimborsi che la Regione riconosceva alla compagnia marittima, comprendendo anche le spese variabili, per esempio il carburante, che non veniva invece consumato quando la corsa era annullata. Di cosa dovrei chiedere scusa? - incalza il sindaco delle Pelagie - Di avere chiesto il recupero di corse, pagate e non effettuate per avverse condizioni meteo, per venire incontro a esigenze sociali degli abitanti? Per consentire agli studenti fuori sede di rientrare a casa per le festività o tornare a scuola dopo le festività, per consentire l’arrivo di insegnanti o medici a Linosa? Non certo per favorire interessi particolari. Le uniche corse straordinarie, non a recupero, sono state chieste per consentire alla scolaresca di Linosa di partecipare ad eventi e manifestazioni. Non certo per trasportare 2 persone».

Per Giusi Nicolini «proprio grazie alla riorganizzazione dei collegamenti veloci, avviata dal dirigente generale Arnone e poi continuata da Bellomo, e ai risparmi così realizzati, le Pelagie hanno potuto avere per la prima volta nella storia la seconda nave per le merci pericolose che le altre isole avevano sempre avuto». «Nel 2015, mentre la Regione rivedeva i bandi e Ustica Lines sospendeva il servizio, le altre isole potevano contare sui collegamenti veloci effettuati da altre compagnie, Linosa è stata l’unica isola siciliana a rimanere senza aliscafo per mesi - ricorda il sindaco di Lampedusa -. La situazione si sbloccò proprio grazie alla lotta degli abitanti e del loro sindaco e alla decisione del dirigente generale Bellomo di ordinare alla Siremar il collegamento veloce tra Linosa e Lampedusa a titolo di recupero delle corse non effettuate dalla nave. Dopo 7 lunghi mesi. Mi auguro, piuttosto, che venga mantenuto l’impegno della Regione - conclude Nicolini - di trovare una soluzione alternativa all’aliscafo per il periodo invernale, in modo da combattere, insieme agli sprechi, alla corruzione e alle ruberie, anche l’isolamento degli abitanti di Linosa». 

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