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Svolta nell'Akragas: iscritta in serie C e prossimo cambio di proprietà

L'annuncio del presidente Silvio Alessi che ha ammesso una trattativa concreta con un gruppo di imprenditori

Svolta nell'Akragas: iscritta in serie C e prossimo cambio di proprietà

La situazione è grave, ma non è seria. Bisogna scomodare il grande Ennio Flaiano per spiegare le ultime folli ore in casa Akragas dove si è passati dalla fase “Portiamo i libri in Tribunale” al “Abbiamo iscritto la squadra in serie C”.

Ma la svolta, che comunque era nell’aria da tempo, è stata ufficializzata dal presidente Silvio Alessi che ha indetto in fretta e furia una conferenza stampa dove ha annunciato la decisione di iscrivere la squadra in serie C e confermato la presenza di trattative con un gruppo di imprenditori che vorrebbe rilevare – in tutto o in una parte maggioritaria – le quote del club biancazzurro.

“Abbiamo iscritto la squadra al campionato di serie C perché nelle ultime ore ci sono stati segnali concreti per l’ingresso in società di un altro gruppo imprenditoriale”.

IL RETROSCENA. Il gruppo interessato è sempre quello, quello capitolino, che pure in queste ore attraverso avvocati e commercialisti sta verificando la situazione di bilancio dell’Akragas (che al 31 dicembre aveva un disavanzo di quasi 700 mila euro). E’ lo stesso gruppo che già a gennaio aveva provato – con la mediazione del procuratore ed ex direttore tecnico dei biancazzurri Dario Scozzari - a rilevare la società e che aveva desistito dopo che alcuni documenti richiesti non erano stati invece trasmessi.

Ora si torna alla carica e stavolta sembra si faccia sul serio. Alessi – e con lui Marcello Giavarini, l’azionista di maggioranza - ha sempre ripetuto come un mantra che non c’è mai stato alcun gruppo che si sia fatto avanti, ma è lo stesso presidente che in conferenza stampa ha, involontariamente, smentito se stesso: “Ci hanno detto che prima bisognava salvare la squadra e che poi bisognava iscriverla. Noi abbiamo salvato la squadra e l’abbiamo iscritta, ora tocca a loro”. Con questi “loro”, evidentemente, ci aveva parlato anche prima. La prossima scadenza è il 5 luglio quando bisognerà produrre la fidejussione (ma al di là delle dichiarazioni di facciata Silvio Alessi e Marcello Giavarini ci lavorano da tempo…) e il 7 luglio bisognerà saldare le spettanze ai giocatori e ai tecnici per la stagione appena conclusa.

I CORTO CIRCUITO. Il passaggio delle quote di maggioranza ad un altro gruppo – finanziariamente più in grado di investire nel calcio – dovrebbe anche sanare due corto circuito che hanno di fatto tarpato le ali al club biancazzurro.

Il primo è la suddivisione delle quote con Giavarini che ha il 54% e che da azionista di maggioranza ha preteso di prendere le decisioni, e i soci di minoranza che non hanno mai accettato di dovere versare le loro quote senza mai mettere becco sulle scelte che contavano. L’unica volta che l’hanno fatto lo hanno fatto con un vero e proprio “golpe”: hanno preteso nel dicembre del 2015 l’esonero di Legrottaglie e ordinato il ritorno di Pino Rigoli. Risultato: Akragas salva con una giornata di anticipo con la passerella in casa con il Benevento appena due settimane fa promosso in serie A.

Il secondo corto circuito è politico: Silvio Alessi da presidente dell’Akragas ha deciso di scendere in campo alle elezioni amministrative di Agrigento del 2016 contro il candidato di Angelino Alfano, il ministro che in società aveva piazzato alcuni dei suoi amici e fatto avvicinare anche alcuni imprenditori della sua orbita. Anche la sponsorizzazione Enel da mezzo milione l’anno era arrivata sotto l’ala protettiva dell’ex ministro dell’Interno oggi titolare della Farnesina. Il risultato è stato che gli uomini del ministro si sono allontanati dal club lasciando così da solo sia Silvia Alessi che Marcello Giavarini.

LO SCENARIO. Se, come sembra e come auspica lo stesso presidente Silvio Alessi, a subentrare nell’Akragas sia davvero il gruppo romano il cui tramite è Dario Scozzari, dal punto di vista degli equilibri cambierebbe tutto. Salterebbe da subito Peppino Tirri, entrato in rotta di collisione proprio con Scozzari quando il primo difendeva a spada tratta Legrottaglie (nonostante le sette-sconfitte-sette consecutive in casa) e il secondo ha portato ad Agrigento Rigoli (insieme al ds Totò Catania) e il gioiellino del Catania Di Grazia (ma anche il Nazionale maltese Muscat) ottenendo una salvezza che sembrava impossibile. Anche sulla guida tecnica nulla sarebbe scontato. Lello Di Napoli con una squadra di giovanissimi ha fatto un vero e proprio miracolo salvando l’Akragas ai play out. Ma anche il tecnico, amatissimo dalla piazza, potrebbe cambiare se i programmi societari prevederanno un torneo disputato non solo con i giovani, ma anche con qualche elemento di esperienza.

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