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Serie C, il patron licatese dell'Akragas molla: "Stanco dei cori contro la mia città"

Marcello Giavarini, azionista di maggioranza, in un comunicato ribadisce di rinunciare a ben 630 mila euro di credito vantato nei confronti del club ma non transige sugli slogan contro il Licata Calcio, diviso dall'Akragas da una acerrima rivalità. Corsa contro il tempo per salvare il club

Giavarini

Rinuncia a 630 mila di credito che ha nei confronti della società, ma non accetta i cori contro il Licata. Nuovo capitolo del melodramma che si sta vivendo in casa Akragas in queste ultime settimane. Con un comunicato diffuso sul sito internet del club e datato “Sofia”, perché è lì, in Bulgaria, che risiede, il presidente onorario e azionista di maggioranza della società agrigentina, Marcello Giavarini, ha confermato il suo disimpegno.

“Il 6 luglio scorso – scrive - delegando per iscritto il presidente Alessi a rappresentarmi davanti al notaio ho rinunciato alla somma di 630 mila euro di debito che l’Akragas aveva nei mie confronti per avere finanziato la società durante il campionato 2016/2017. Questo mio gesto di donazione all’Akragas ha lo scopo di stimolare sempre di più gli eventuali e probabili nuovi soci ad investire nella squadra, ribadendo il fatto che cedo le mie quote per 1 euro a chiunque le voglia”. Ma se Giavarini è però disponibile, come dice nella sua nota, a rinunciare a 630 mila euro, su una cosa però non transige: i cori contro il Licata (club che ha con l’Akragas una acerrima rivalità, ndr). I gruppi del tifo organizzato gli hanno infatti scritto una lettera di stima ma spiegando che la rivalità con il Licata non si discute. E lui ha detto no: “Essendo il Licata Calcio rivale dell’Akragas sono convinto che durante il prossimo campionato continueranno i soliti cori contro i licatesi, e siccome io sono di origini licatesi, fiero ed orgoglioso di esserlo, non me la sento di tornare allo stadio e ascoltare nuovamente cori contro la mia città di origine. Ricordo a tutti che durante lo scorso campionato non sono più venuto allo stadio Esseneto per non sentire cori contro il Licata e i licatesi, e avevo manifestato in più occasioni il mio disappunto in merito. Per questo motivo, purtroppo, ho deciso di uscire dalla società nel novembre del 2016 e con grande dispiacere, per lo stesso motivo, continuo tuttora a restare fuori dall’Akragas. Con grande rammarico non posso accettare la proposta degli ultras di tornare ad essere il presidente onorario dell’Akragas per il prossimo campionato di serie C”.

Sullo sfondo c’è ovviamente la delicatissima fase dell’ingresso di nuovi soci in seno alla società. La società è stata iscritta in serie C, dopo la miracolosa e insperata salvezza dello scorso anno, ma né Giavarini né il presidente Silvio Alessi hanno presentato la fidejussione. Il tutto in attesa che i nuovi soci versassero denaro fresco nelle casse societarie. Pare che, in effetti, alcuni nuovi soci abbiano firmato una lettera di intenti e versato delle quote di denaro. Quote che però, secondo indiscrezioni, non sarebbero necessarie a spingere l’attuale proprietà a firmare la fidejussione. Sullo sfondo c’è sempre la trattativa con una gruppo di imprenditori romani che però, prima di eventualmente acquistare, vogliono vedere la squadra iscritta con tutte le carte in regola e vogliono analizzare i bilanci. Il tempo però stringe e il barometro dei tifosi è sempre più orientato verso il pessimismo. Ma sotto traccia continuano i tentativi per salvare il salvabile.

twitter @FabioRussello

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