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Crolla un ponte tra Licata e Canicattì

Crolla un ponte tra Licata e Canicattì Coinvolte due auto, quattro persone ferite

Cedimento strutturale di una campata, quattro persone ferite

Cede il «Petrulla», la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta
Crolla un ponte tra Licata e Canicattì Coinvolte due auto, quattro persone ferite
RAVANUSA - La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta dopo il crollo di una campata del viadotto Petrulla in territorio di Ravanusa che ha provocato un incidente con due auto coinvolte e quattro persone, tra cui una donna incinta e un bambino, rimasti leggermente feriti. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto procuratore Carlo Cinque. Alla base dell’incidente un cedimento strutturale sul viadotto che si trova al kilometro 4+300 della Strada Statale 626 tra Licata e Canicattì. Il cedimento ha provocato un vistoso avvallamento che ha provocato il tamponamento tra due auto. Sul posto si sono recati carabinieri, polizia stradale e vigili del fuoco e numerose ambulanze del 118 che hanno soccorso i feriti. Il cedimento strutturale del ponte ha fatto sì che le carreggiate si siano piegate verso il basso, toccando il fondo, da un’altezza di circa 4 metri. Nell’esatto momento del crollo, una Fiat Punto - con a bordo due donne di Delia - si trovava a transitare sul cavalcavia ed è pertanto finita sul fondo. La donna che era al volante, - secondo la ricostruzione di carabinieri e polizia - accelerando, è però riuscita a risalire portandosi dall’altra parte del cedimento. Una delle due donne, che è in gravidanza, in via precauzionale è stata portata in elisoccorso all’ospedale San’Elia di Caltanissetta. La strada è stata chiusa in entrambe le direzioni tra lo svincolo Licata Calandrino e l’innesto statale 123 di Licata e lo svincolo Casale e l’Anas ha predisposto la viabilità alternativa. Lungo la stessa Statale, nel maggio del 2009, era crollato un altro viadotto, il Geremia II, provocando prima un avvallamento e qualche tempo dopo l’intera campata precipitò al suolo. Il crollo ha provocato un certo allarme sulla stato delle infrastrutture dell’Isola. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che si trovava ad Agrigento per partecipare in Prefettura ad un vertice sull’immigrazione e sull’emergenza furti di cavi di rame, ha subito contattato il capo della Protezione civile nazionale e il corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha assicurato che saranno «appurate tutte le responsabilità», ricordando che ad Anas per la manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie sono stati assegnati 650 milioni e che i primi 100 interventi sono già stati appaltati. La rottura delle travi, spiega l’Anas, è avvenuta «senza che si fossero manifestate deformazioni evidenti e tali da preannunciare l’imminente crollo: nessun segnale di possibile cedimento, peraltro, era emerso neppure nei recenti interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria che hanno interessato il viadotto negli anni scorsi, con l’adeguamento delle barriere di sicurezza e, ancor più di recente, con la sostituzione dei giunti di dilatazione».

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