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Fashion

Con Margherita De Cles la moda etica parla siciliano

Ieri la sfilata della griffe siculo-trentina La Cles alla Fashion Week di Milano

... per metà. La stilista Margherita De Cles, che con la “sua” seta vegana ha vestito la neo Miss Italia Alice Rachele Arlanch, sente forte il legame con l’Isola natìa della mamma: «Il mio atelier è un ponte tra il Trentino e la Sicilia»

La Cles a Taomoda

A Taomoda 2017 abiti della collezione Ahimsa di La Cles, la griffe di Margherita De Cles, realizzati in seta vegana (foto di Andrea Taranto)

Margherita De Cles è la stilista che appena un mese fa ha vestito con gli abiti della sua collezione sera, in occasione delle pre-finali nazionali di Miss Italia a Cles (Trentino), la neo eletta Miss Alice Rachele Arlanch, ed ora ha conquistato la Milan Fashion Week dove domenica 24 settembre ha sfilato, fuori calendario, tra gli stilisti emergenti.

Alice Rachele Arlanch

Alice Rachele Arlanch, prima di diventare Miss Italia, nella prefinale veste La Cles


«Si dice che andando avanti con l’età si ritorna alle origini cosi, dopo aver girato il mondo, sono ritornata a casa in Italia – afferma la fashion designer -. Cles è il mio paese d’origine dal lato paterno mentre la Sicilia (il Messinese, nda), dal lato materno. Attraverso il mio atelier ho voluto creare questo ponte ideale fra il Trentino e la Sicilia».

Margherita De Cles

Margherita De Cles all'ultimo Taomoda

Margherita quanto la sua amata Sicilia costituisce un’importante input nella sua creatività?
«La mia parte siciliana è quella che incide più di tutto… dico sempre che la Sicilia per me rappresenta l’India dell’occidente».

La Cles FWM2017

La Cles alla Fashion Week di Milano

Parlando dell’India, grazie ai suoi viaggi di ricerca proprio lì ha scoperto l’esistenza della seta vegana.
«Frequento l’India ormai da sette anni. Ho imparato a seguire la loro filosofia e stile di vita per questo sono diventata anche vegetariana e pratico regolarmente yoga. Grazie ai miei viaggi in India ho scoperto che esiste la seta etica. Colui che negli anni ottanta ha brevettato la seta vegana è appunto un indiano, Kusuma Rajaia, e a prendersi cura dei bozzoli sono invece delle donne indiane che vivono in località rurali e che fanno in modo che questi bozzoli si rompano autonomamente per essere poi filati a mano».

La Cles a Taomoda

Un altro abito La Cles durante l'ultimo Taomoda

Al momento è tra le poche stiliste che si avvalgono dell’utilizzo della seta vegana…
«In Italia forse c’è qualcuno in Puglia ma nessuno propone abiti da sera. Nella mia collezione Ahimsa ho voluto tenere la seta grezza proprio per mantenere un senso di naturalità ma non escludo la possibilità di apportare nelle prossime collezioni tracce di pittura in modo da colorare l’avorio della seta vegana».

Oltre alla seta vegana, per la realizzazione delle sue collezioni si avvale anche di altri pregiati tessuti e colori accesi.
«Amo molto i colori accesi e credo che stiano particolarmente bene alle donne siciliane».

Quando nasce la sua passione per la moda?
«All’età di sei anni quando mi dilettavo a fare i vestiti per le Barbie… ricordo che prendevo pezzi di cotone avanzati e canovacci e li trasformavo in abiti per le mie bambole. Poi in età adolescenziale ho iniziato a creare i primi abiti che indossavo per i vari debutti in società».

Tra le località da lei scelte per il posizionamento del suo prodotto c’è anche Taormina.
«Taormina è tra le località che più amo ed è per questo che ho scelto di inserire la collezione La Cles all’interno di una nota boutique della cittadina medievale».

Quali saranno i suoi prossimi step professionali?
«Entro quest’anno contro di aprire un atelier a New Delhi. In Italia sto ancora lavorando sulla distribuzione e posizionamento poiché desidero che il mio sia un prodotto di nicchia, il prossimo step italiano sarà Milano».

Appena un mese fa ha inaugurato il suo primo atelier a Cles, in Trentino, suo paese d’origine.
«Pur non tralasciando il mio amore per la Sicilia, tant’è che per l’inaugurazione ho scelto l’ospite e la madrina siciliani. La scelta dell’apertura a Cles l’ho voluta fortemente proprio per rilanciare il mio paese investendo anche sulla ristrutturazione di uno dei palazzi nobiliari di famiglia, Palazzo Dal Lago, dove a breve realizzerò anche delle suite, e una di queste la chiamerò Agata».

agatapatriziasaccone@gmail.com

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