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Il disco

Fabrizio Cammarata: «Cerco l’incontro tra luce e buio»

Il 17 novembre esce "Of Shadows" il nuovo disco del cantautore palermitano

Esce il 17 novembre per l’etichetta 800A Records "Of Shadows" del cantautore palermitano, quest’anno finalista alle Targhe Tenco con il collega Di Martino con "Un mondo raro". Il nuovo album, intimo e malinconico, oscuro ed esoterico, contiene undici tracce cantante in inglese, undici canzoni d’amore dalle sonorità folk e arrangiamenti elettronici con cui esplora i chiaroscuri dell’anima

Fabrizio Cammarata

Fabrizio Cammarata

Undici canzoni d’amor perduto. È Of Shadows, il nuovo album del cantautore palermitano Fabrizio Cammarana in uscita il 17 novembre per 800A Records. Musicista prima con The Second Grace e, poi, da solista; autore, con Antonio Di Martino, del progetto Un mondo raro: un disco, un libro pubblicato da La Nave di Teseo e uno spettacolo teatrale, dedicato alla grande cantante Chavela Vargas. Il disco entra nella cinquina finale delle Targhe Tenco nella sezione “Interprete”.

Il nuovo cd è stato prodotto dallo spagnolo Dani Castelar (produttore di Paolo Nutini e engineer di Editors, Rem, Michael Jackson, Snow Patrol) e registrato a Palermo negli studi Indigo a Palazzo Lanza Tomasi di Lampedusa, «un luogo che, col tempo, si è trasformato nel cuore pulsante della scena musicale dell'intera isola siciliana».
«Non avevo mai fatto un disco di sole canzoni d’amore - dice Cammarata -, e in ognuno di questi undici capitoli c'è un pezzo di me talmente viscerale che quando abbiamo ultimato il disco mi sono sentito come al termine di un rito sciamanico. Libero.

Fabrizio Cammarata Of Shadows

Sono stato lo sciamano di me stesso!».
Ad accompagnare Fabrizio, Donato Di Trapani all’elettronica, ai synth modulari e al pianoforte, il batterista di Manchester Adam Dawson (già presente nel disco Skint And Golden, con Paolo Fuschi), il bassista cresciuto a pane e Motown Carmelo Drago e gli amici Martin Perna, fiatista e fondatore degli Antibalas, e Angelo Di Mino, violoncellista.

Long Shadows è il brano di apertura. «A volte ho bisogno di anni per scrivere una canzone. Poi, ogni tanto, succede l’inaspettato – continua il cantautore -. Ero a Cordova, in Spagna, avevo un day-off durante il mio tour e quella notte, insonne e piena di pensieri, scrissi Long Shadows. Il giorno dopo avevo a disposizione per me una mattinata in uno studio di registrazione lì, era parte dell’accordo per il mio concerto in città. Decisi di registrare quella canzone che avevo appena scritto, pensando che fosse comodo averne una demo. Quella registrazione finì per essere così vera e piena di emozione che decisi di tenerla come versione definitiva nel disco».

Fabrizio Cammarata live

Fabrizio Cammarata dal vivo

E', forse, l’album più intimo e malinconico di Cammarata. «Un approccio da alchimista che intuisce il legame segreto che unisce gli elementi naturali e scava dentro di sé per trovare il senso di quel legame». Sicuramente il suo album più oscuro ed esoterico, dal sapore vagamente, ma non troppo, borgesiano, «che vuole esplorare il cono d’ombra e gli squarci di luce presenti nell’interiorità di ognuno di noi, partendo dal presupposto che per cercare la verità non occorre che le cose siano vere o false». Poesie della notte accompagnate da un sound intenso, capace di penetrare sotto pelle, dove i suoni e le immagini si fondono in un unico flusso di incoscienza che non conosce vincoli spaziali o temporali.
Of Shadows contiene undici tracce in inglese che delineano i chiaroscuri dell’anima, «sonorità folk senza geografie univoche ma con lo sguardo contemporaneo e gli arrangiamenti elettronici».
Tutto guidato dalla straordinaria voce di Fabrizio – al tempo stesso malinconica e rabbiosa, dolce e disperata ma sempre profondamente penetrante – e da una chitarra che indaga l’alternanza fra luce e oscurità cercandone il punto di incontro: Of Shadows è la colonna sonora di un’eclissi, frutto di un'intensità emotiva che prende il tempo di cui ha bisogno per dispiegarsi, che sfugge alla frenesia contemporanea per soffermarsi a riflettere, in solitudine.

Tra i brani, spicca una splendida I Don't Belong Here. «Scrivo sempre di posti. Anche quando non li menziono. Tendo a connettere tutti i sentimenti con il luogo fisico in cui si provano. Una stanza, una città, quel tramonto, quel bicchiere di vino. Questa canzone parla di quando ti rendi conto che ogni angolo di un luogo ti ricorda lei che se n’è andata, e che ha deciso che non le appartieni più. Così – come richiede la logica – tu non appartieni più a quel luogo».
Quella di Fabrizio è un’anima cosmopolita e, prima di tutto, mediterranea, come emerge chiaramente da Naked For You, brano che tradisce la passione di Fabrizio per la musica berbera e tuareg.
«Siamo dentro la notte oscura dell’anima di quest’uomo. È sotto l’effetto di qualcosa? È solo un incubo? Lui vede tutto ciò di cui ha paura: scarafaggi, cospirazioni, la sua stessa nudità. Un sogno in cui egli pensa di vedere ciò che sta dentro alle ombre delle altre persone, lui comincia a correre. La mia fonte di ispirazione principale per questo brano era il romanzo Cecità di José Saramago. Questo è il momento di “eclissi totale” del disco. Cerco di far suonare la chitarra in modo simile al ghimbri, uno strumento berbero, con una tecnica maledettamente impegnativa per il pollice… ».

Particolari e inusuali, "misterici", i video che accompagnano Long Shadows e Come And Leave A Rose. «Quello dell’Ombra è un concetto che parte dal visuale, e il mio legame con il mondo della fotografia e delle arti visive in generale è stata la molla che ha fatto iniziare questa ricerca. Partecipo in maniera attiva a ogni aspetto delle scelte su video e immagini, ma sempre affidandomi ad artisti “veri”, con cui faccio lunghe chiacchierate preliminari. Per i video, Luca Lucchesi e Manuela Di Pisa. Per tutto il resto, Ignazio Mortellaro, un talento dell’arte contemporanea, apprezzato in tutta Europa. Alla fine si tratta sempre di gente di Palermo, la città che più di ogni altra, da millenni, sceglie di tessere la propria storia in un mondo fatto di ombre».

l.lodato@lasicilia.it

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