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Il libro

Antonello Carbone: «La mia Sicilia oltre il possibile»

"Il giallo sole di Vendicari", il nuovo romanzo del giornalista catanese

Tornano le inchieste del cronista Giacomo Cassisi: ancora una volta per Manni editore, è uscito "Il giallo sole di Vendicari" il secondo romanzo del giornalista catanese, complesso intreccio, con due omicidi, che ruota su loschi interessi che, secondo lo schema del triangolo impossibile di Penrose, toccano ambienti al di sopra di ogni sospetto. Presentazione il 29 maggio a Catania

Antonello Carbone

Il giornalista catanese, ed ora anche scrittore, Antonello Carbone, foto di Armando Vincenzo Vincinguerra

Quando si arriva in Sicilia anche la Perfezione divina si può incrinare, ed il triangolo che ne rappresenta la sua Entità può assumere strane dimensioni fino a ricordare il triangolo impossibile di Penrose. L’Isola è da sempre laboratorio del possibile e del suo opposto, quindi è terreno fertile per costruirci su racconti gialli dove il bandolo della matassa va trovato quanto più possibile nei pressi della parola fine. Con questo spirito si è approcciato alla pagina scritta il giornalista catanese Antonello Carbone, volto noto della redazione siciliana della Rai, il quale, dopo aver vissuto la bella sorpresa del buon riscontro di vendite del primo romanzo, A Taormina d’inverno del 2013 tradotto anche in spagnolo, è tornato con un nuovo capitolo delle “indagini” del giornalista Giacomo Cassisi, protagonista anche del nuovo Il giallo sole di Vendicari, pubblicato sempre dalla salentina Manni.

Il giallo sole di Vendicari di Antoen llo Carbone

Scrivere romanzi dove c’è il giallo di mezzo da sempre ha il suo fascino - «Un classico che funziona perché ti permette di scandagliare l’animo umano» sottolinea Carbone – e a differenza di altri generi, lancia chi scrive nella sfida con la stesura perché basta un indizio in più all’inizio della storia per compromettere l’esito del romanzo. Ecco, cominciamo a non farci ingannare dalla copertina: «Ed ecco perché ci vogliono sei mesi per l’editing – rivela il giornalista/scrittore -, bisogna rileggerlo con cura per evitare elementi rivelatori nella prima parte del romanzo. Io mi sono ritrovato a scrivere romanzi gialli per caso, poi mi sono lasciato intrigare e mi sono lasciato convincere dalla casa editrice di scrivere quattro storie con lo stesso protagonista, in quattro stagioni diverse».

Chi leggerà questo nuovo romanzo con buona probabilità sentirà l’esigenza di leggere anche il primo, per capire meglio da dove viene il protagonista Giacomo Cassisi, giornalista catanese, trapiantato a Taormina, che ne Il giallo sole di Vendicari diventa inviato del suo giornale, il catanese “La gazzetta del mattino”. Scrivere un giallo ovviamente conduce al racconto della parte deteriore dell’essere umano, e nella lotta eterna fra bene e male, non è impossibile trovare mele marce tra coloro che per missione dovrebbero stare vicino ai più deboli. Nell’intreccio di relazioni e connessioni legate a due morti cruente, quella di un ex calciatore, Umberto Bruno trovato cadavere vicino Vendicari e di una transessuale nordafricana, Kira Fabre, trovata morta a Portopalo, salta all’occhio la figura “borderline” di Don Enzo soprattutto adesso che abbiamo presente la figura di Don Edoardo Scordio, che le cronache vedono al centro dell’inchiesta calabrese sul centro accoglienza richiedenti asilo di Isola di Capo Rizzuto come centro di affari illeciti. «Don Enzo è nato molto prima – ci tiene a precisare Carbone -. Io ho finito di scrivere questo libro a settembre del 2016. Da allora fino ad oggi, data di uscita del libro, ho viso scorrere tante di quelle coincidenze impreviste, dall’inchiesta calabrese sul centro migranti alla mostra di Escher a Catania».

Già Escher... Il triangolo impossibile di Penrose che influenzò l’artista olandese regge un po’ la struttura del romanzo. Con le sue storie verosimili, capacità dello scrittore è anche quella di anticipare la realtà seppure la realtà spiazza sempre più spesso con fatti che competono sempre di più con le storie di fantasia: «Il giallo quotidiano della cronaca, tranne che diventi il tormentone giudiziario per mesi, viene spesso superato dall’evento successivo con molta rapidità – commenta Carbone -. Il giallo letterario è un fatto romanzato, che si permette di aggiungere elementi poco attinenti alla realtà, un modo per riflettere su alcune dinamiche. Per chi si occupa di cronaca come me per lavoro, il romanzo è una via di fuga che permette di lavorare di fantasia su aspetti collaterali della vicenda».

Il triangolo impossibile di Penrose

Il triangolo di Penrose o triangolo impossibile può esistere solo come rappresentazione bidimensionale e non può essere costruito nello spazio. Fu creato dall'artista svedese Oskar Reutersvärd nel 1934 e reso popolare dal matematico Roger Penrose nel 1958 che descrisse come l'impossibile nella sua forma pura. Influenzò alcune opere di Maurits Cornelis Escher


Giacomo Cassisi, ne Il giallo sole di Vendicari prende confidenza con sé stesso e rispetto a “A Taormina d’inverno” è più protagonista degli eventi, grazie anche alla sua spalla naturale, l’informatore Zanzara, che assurge al ruolo di co-protagonista. «E’ la mia idea di giornalista che io non posso essere - ammette Carbone -, ha quella libertà di azione che nella realtà non esiste. Nel primo racconto cura una rubrica e si ritrova il fatto di cronaca per caso perché si trova sul posto. Ora è un inviato e si sposta sempre e guarda Taormina con distacco. Se ne vorrebbe anche andare ma non lo farà perché è la sua oasi di tranquillità». Nei suoi spostamenti tra Catania e il Sud Est siracusano, Cassisi si imbatte nella turpe caporalato ai danni dei migranti, una sensibilità quest’ultima di Carbone nata grazie al documentario Terra nera della Flai Cgil. «A Vittoria ho potuto appurare come funziona il racket del caporalato. E se l’interfaccia di chi non vuole sporcarsi le mani in prima persona sono stranieri dell’Est europeo o africani, le fila degli affari sporchi le tengono sempre i nostri». A Carbone sta molto a cuore la vicenda dei migranti: «Mi sono stancato di quelli che dicono ma quanti sono e perché non se ne stanno a casa loro. La gente dovrebbe stare su un molo, anche un giorno solo, e vedere scendere dalle navi, decine di bambini, donne incinte e gente con le stampelle perché hanno ferite da armi da fuoco. Se affrontano il mare come ultima possibilità di salvezza evidentemente i loro motivi li hanno».

Preso dalle sue inchieste, per Giacomo Cassisi c’è poco spazio per i sentimenti – in questo libro si perdono le tracce della ex moglie -, anche se si percepisce che la sua assistente di redazione Elena, nutre in cuor suo la speranza che i loro destini possano avvicinarsi. Un appunto finale, che chiude questo secondo capitolo, lascia aperta la porta del suo cuore: «Mi piace questa circolarità per cui un elemento inziale te lo ritrovi alla fine». Come ha scritto nella prefazione Cristina Marra questa è diventata la cifra stilistica di Carbone, capitoli brevi, caratterizzati tutti da un titolo di una canzone, e la circolarità degli eventi.
La Sicilia dal punto di vista della scrittura funziona ancora bene - «E non è solo effetto Camilleri – precisa Carbone -. Dopotutto, io che ne amo la fiction tv, a Camilleri preferisco Sciascia» -, ed è uno dei pochi punti certi di questo microcosmo di Giacomo Cassisi dove tutto è in movimento. «Per il futuro i cardini sempre certi di queste storie resteranno tre, Cassisi stesso, Elena, e Zanzara – anticipa Carbone -. Per il terzo romanzo cambierò luoghi. Poiché si svolgerà d’estate, non mi dispiacerebbe ambientarlo nella Sicilia occidentale, possibilmente a Marsala. Oppure andare nelle Eolie».

La promozione de Il giallo sole di Vendicari partirà da Catania. Lunedì 29 maggio, alle 18, la presentazione alla Feltrinelli di Catania, incontro presentato da Fabio Albanese e Daniela Tornatore, con le letture degli attori Mario Opinato e Manuela Ventura. Altre date certe sono il 10 giugno, alle 18, all’NH di Taormina, organizzato dall’associazione Spazio Cultura, moderato da Milena Privitera; e il 24 giugno a Siracusa, con l’associazione delle donne della Fildis, da sempre vicine alle donne migranti, in luogo ancora da confermare. «Non escludo a fine luglio una partecipazione al Festival del cinema di Frontiera di Marzamemi, e ad agosto sarò a Lipari. Ho già richieste per presentazioni a Bevagna, in Umbria, a Forli, certamente a settembre lo presenterò a Milano durante la settimana della moda».

Mario Opinato, Antonello Carbone, Manuela Ventura

Mario Opinato, Antonello Carbone e Manuela Ventura

Quando anche il quarto capitolo della saga di Cassisi sarà fatto, Carbone non esclude un momento di stop per capire la nuova direzione da prendere: «Ultimati i quattro capitoli la stessa casa editrice potrà valutare se vendere insieme i diritti per una sceneggiatura. Dopodiché, per non essere ripetitivo, e sicuramente cambierò personaggio».
O forse anche genere. Carbone si lascia andare ai sogni: «Un’idea ce l’avrei: non mi dispiacerebbe scrivere una favola per bambini e potrei farlo anche subito. Uno spunto ce l’ho già, una storia che coinvolge insieme umani e qualche simpatico animale».

Twitter: Gnc1963

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