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L'impresa sportiva

Giorgio e Riccardo Alessi: «La nostra gara estrema nell’America profonda»

I fratelli ciclisti di Valguarnera dall'1 giugno tra i 12 atleti dell'American Trail Race

I fratelli di Valguarnera da alcuni anni ambasciatori della Sicilia nelle prove off limits sono tra i 12 concorrenti dell’American Trail Race: un percorso di 8mila chilometri che attraversa gli Usa, dall’Oceano Atlantico al Pacifico, da affrontare in mountain bike off road

Riccardo e Giorgio Alessi

I fratelli Riccardo e Giorgio Alessi in uno scatto inviato da Lynchburg, patria del Jack Daniel’s

Si chiama American Trail Race la nuova avventura e impresa sportiva dei fratelli valguarneresi, Riccardo e Giorgio Alessi. In sella alle loro mountain bike, dallo scorso 1 giugno l’architetto Riccardo e il professore Isef, Giorgio, stanno affrontando la prima parte degli 8mila chilometri off road di una delle gare più dure al mondo, che dal North Carolina li porterà all’Oregon. Dall’ Oceano Atlantico all’oceano Pacifico, in regime di autosufficienza e giorno e notte collegati al mondo, tramite il segnalatore satellitare che gli organizzatori dell’American Trail Race hanno dato in dotazione ad ognuno dei soli 12 partecipanti a questa “folle” gara, per localizzare la loro posizione.

Settimane e settimane (alla fine dovrebbero essere 60 giorni di marcia) durante le quali, Giorgio e Riccardo, muniti di tenda e sacco a pelo, oltre a macinare chilometri su chilometri, dovranno pensare anche alla loro alimentazione. I fratelli Alessi, da qualche anno ambasciatori della Sicilia nelle prove off limit di mezzo mondo, non sono nuovi alle prove estreme. Qualche anno addietro, sempre in mtb, prendendo parte al Tour Divide del 2015, tagliarono il continente americano dal Canada al Messico.

Fratelli Alessi percorso American Trail Race

Il percorso dell'American Trail Race

Questa volta dovranno attraversare ben 11 Stati, affrontare la durissima scalata delle Montagne rocciose del Colorado ed i pericoli e le difficoltà dei deserti dello Utha e del Nevada. Giorgio (52 anni) e Riccardo (48 anni), hanno affrontato mesi di duro allenamento in vista dell’America Trail Race 2017. Prima della partenza avevano detto:«Oltre alle stesse insidie del Tour Divide 2015, troveremo molti più tratti isolati (anche di 250 chilometri), senza possibilità di rifornirci».

Giorgio e Riccardo Alessi

Ma a distanza di 5 giorni dal primo giro di ruota, percorsi i primi 800 chilometri, per i fratelli Alessi sono arrivate le prime insidie, perché in queste prove le difficoltà sono sempre dietro l’angolo: «Questo avvio sarebbe potuto andare ancora meglio - racconta Riccardo Alessi -. Ho avuto problemi di stomaco e ad un polpaccio, ma niente che non si possa curare. Credevo che le Montagne rocciose fossero le più dure, ma evidentemente non avevo ancora fatto i conti con gli Appalachi. E siamo solo all’inizio!».

Giorgio e Riccardo Alessi

Ma accanto a lui c’è il fratello, Giorgio, un uomo “dalla pellaccia dura” che sorride e sa bene che non molleranno sino alla fine.
Pedalare off road, significa immergersi nella natura sino a diventare un tutt’uno con i territori che percorri e ti circondano; territori che sembrano dei mostri senza pietà nei momenti di estrema fatica, ma che diventano paesaggi incantevoli e cartoline che ti restano impresse nell’anima non appena hai finito di percorrerli. Ogni giorno una tappa e una avventura diversa.

Tramite WathsApp, siamo in contatto con Giorgio e Riccardo, ai quali abbiamo chiesto di aggiornarci sul loro stato di salute, di inviarci delle foto e di raccontarci la loro avventura. Una sorta di diario di bordo che ci renda partecipi di questa meravigliosa impresa sportiva. Non ci accontentiamo del semplice puntino che sul Trachleadres.com ci indica la posizione dei partecipanti all’American Trail Race 2017. E così nei momenti di riposo, Riccardo e Giorgio ci raccontano della loro avventura: «Al momento siamo a Delano in Tennessee. Siamo fermi per uno spuntino a base di pannocchie acquistate al mercatino della comunità Amish. Che posto e che gente speciale!».

Giorgio e riccardo Alessi

Perché pedalare significa anche questo: entrare in contatto diretto con luoghi e persone. Ma non c’è il tempo di fermarsi a lungo, occorre risalire in sella. Dopo qualche ora di sana pedalata Giorgio e Riccardo, che sono astemi, ci inviano una foto da Lynchburg, patria del Jack Daniel’s.

Il 14 giugno i due ironmen valguarneresi hanno già percorso 2mila chilometri, lasciandosi alle spalle North Carolina e Tenneessee, pronti ad attraversare lo stato del Mississipi. Le loro bici devono attraversare villaggi fantasma e guadare fiumi. Ovviamente non sempre splende il sole. Così il 17 giugno si scatena il diluvio, e Giorgio e Riccardo sono costretti a pedalare per 4 ore sotto una pioggia incessante. «Siamo bagnati sino al midollo. – scrive Riccardo - Adesso siamo costretti ad andare 10 chilometri fuori rotta alla ricerca di un motel dove fare asciugare la nostra attrezzatura». Ci preoccupiamo, ma dopo qualche ora è Giorgio a farsi vivo. Ci invia delle foto di una camera di un motel, invasa dalle loro mountain bike e da vestiti appesi ovunque. «Ci è piovuto addosso tutto il pomeriggio e la serata. Speriamo che domani vada meglio».

Giorgio e Riccardo Alessi

Il passaggio di confine tra Mississipi e Arkansas

Mentre scriviamo, Giorgio e Riccardo Alessi hanno ripreso la loro marcia, che dura dalle 10 alle 14 ore al giorno. Al momento hanno percorso 3mila chilometri, ma il cammino è ancora lungo. Continueremo a seguirli sino a quando taglieranno il traguardo e si tufferanno nell’oceano Pacifico.

arcangelo.s@tiscali.it

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