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Il caso

Cambogia. Da Catania uno sberleffo all’indie pop

Dopo la rivelazione di Ground's Oranges che il fenomeno Cambogia è stato creato a tavolino

C’è chi li condanna e chi li incensa ma in questi giorni si parla solo del collettivo etneo di videomaker Ground’s Oranges che ha ammesso non solo che il nuovo personaggio musicale non esiste ma che è frutto di un loro esperimento mediatico sociale

Cambogia

Andrea Fulgidezza è il volto pubblico di Cambogia

«Abbiamo inventato un cantante perché non avevamo niente da fare». Con questa “semicitazione” di Luigi Tenco il collettivo catanese di videomaker The Ground’s Oranges scherza su se stesso su Facebook commentando il loro “coming out” dei giorni scorsi in cui candidamente hanno ammesso che l’ultima novità nel campo indie, il cantautore Cambogia, già forte di un album La sottrazione della gioia uscito nei mesi scorsi, non esiste. L’hanno inventato loro, a tavolino.
A quasi un anno dal lancio del progetto, mentre il misterioso artista riscuoteva sempre più successo e i fan iniziavano a chiedere sempre più insistentemente informazioni riguardo un eventuale tour, si è diffusa la notizia che nessuno (o quasi) si aspettava: Cambogia è stato creato a tavolino per dimostrare al mondo che non importa quanto i testi di un artista indie siano impegnati, l’importante è che un personaggio segua la moda e i cliché in voga.

Cambogia La sottrazione della gioia

La mente dietro a questo esperimento sociale è quella dei The Ground’s Oranges, un progetto catanese di video making nato nel 2011 e composto da Zavvo Nicolosi, il fratello Riccardo, Marco Riscica, Jacopo Saccà e Dimitri di Noto, che realizzano video su commissione anche per artisti del calibro di Mario Venuti. «Con questo esperimento, nel nostro piccolo, volevamo dimostrare che quello che conta davvero nella scena è quanto un artista venga spinto dalle persone “giuste”» dice il 34enne Zavvo Nicolosi, ideatore dell’esperimento insieme al fratello, e che oltre ad essere videomaker è anche psichiatra.
«Noi all’inizio abbiamo chiesto alle persone che conoscevamo di condividere i video di Cambogia sui social network, e progressivamente la notizia si è diffusa. Immaginate allora con quale velocità possano venire conosciuti e diffusi i brani degli artisti con “spinte” decisamente più importanti delle nostre». 

Si sa: essere alternativi è il desiderio di molti giovani. Jeans attillati, camicetta dalle fantasie floreali o a quadri molto retrò abbottonate fino al collo, occhiali alla John Lennon e gli immancabili risvoltini ai pantaloni, che mettono in bella mostra la caviglia.
Sono i cosiddetti hipster: ragazzi dall’abbigliamento che segue la moda dell’anticonformismo, anche se può sembrare un ossimoro, e che ascoltano indie-pop o rock. In Italia fanno musica indie Vasco Brondi con il suo progetto Le luci della centrale elettrica, o i romani TheGiornalisti o Letizia Cesarini in arte Maria Antonietta, solo per citarne alcuni.
Quando lo scorso settembre questo nuovo misterioso artista indie, Cambogia, esordì su Youtube con il brano Il mare non è niente di speciale, riscosse un ottimo successo destando molta curiosità fra gli appassionati del genere.
Nessuno sapeva realmente chi fosse, ma con la sua barba folta, le sue camicette in stile tropicale, i suoi testi “accattivanti” e la musica maledettamente orecchiabile, ha conquistato ben presto il pubblico hipster, che chiedeva l’uscita di altri brani. Ben presto così è stato: nei mesi successivi sono stati caricati su Youtube molti altri brani, facenti parte dell’album La sottrazione della gioia.

Thecomunisti

I Ground’s Oranges in versione TheComunisti: da sinistra Dimitri Di Noto, Riccardo Nicolosi, Zavvo Nicolosi, Giovanni Tomaselli, Jacopo Saccà, Ottavio D’Urso e Carmelo Motta

Cambogia è la parodia estremizzata del cantautore di Latina Calcutta, ma potrebbe esserla di qualunque altro cantante hipster. Il volto di Cambogia è quello di Andrea Fulgidezza, mentre la voce è di Davide Iannitti.
Le reazioni degli utenti del web alla rivelazione dell’esperimento sono state molteplici: da chi è si è sentito profondamente preso in giro a chi ha riconosciuto la genialità dei ragazzi, spronandoli ad andare a avanti con il loro trolling.

I Ground’s Oranges hanno raggiunto una notevole popolorità sul web anche per altri video parodia, come quella del notissimo brano Completamente dei TheGiornalisti. Questo video vede per protagonisti tre russi dall’abbigliamento tipicamente vintage e trash sovietico anni ‘90 (Giovanni Tomaselli, Jacopo Saccà e Ottavio D’Urso) soprannominati Thecomunisti, appunto, che muovendosi a ritmo, interpretano con un italiano dal forte accento slavo (voce di Emiliano Cinquerrui) il brano dei TheGiornalisti, arrangiato da Riccardo Nicolosi, mentre l’operatore è Dimitri Di Noto.
Il video, caricato su Youtube lo scorso 5 gennaio, ha raggiunto le 75.000 visualizzazioni e ha riscosso numerosi consensi e riscontri positivi: «molto meglio dell’originale», come hanno commentato in molti.

«Tra un video serio e un altro, spesso, ci viene una voglia estrema di cazzeggiare. Il video dei Thecomunisti l’abbiamo realizzato di getto, in pochissimo tempo - afferma Zavvo Nicolosi -. Oltre a quel video, anche altri filmati ironici hanno raggiunto un discreto successo, come quello del prefunerale». Che sarebbe una parodia del fenomeno kitsch del “prediciottesimo”. Su Vimeo le produzioni dei Ground’s Oranges rientrano fra gli “Staff Picks”, ovvero i “selezionati” dai membri dello staff del sito, importante vetrina che ha permesso ai ragazzi di farsi conoscere in tutto il mondo.

simo-one@hotmail.it

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