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Disabili in piscina «No» ai vaucher firmati in bianco

Finisce male un incontro tra i genitori di figli disabili e il responsabile della gestione della piscina comunale

Disabili in piscina «No» ai vaucher firmati in bianco

Caltanissetta - Un incontro finito male, con momenti di tensione e regole del galateo, quello svoltosi venerdì pomeriggio presso gli uffici della piscina comunale tra un gruppo di genitori di figli disabili con invalidità al 100% e Antonio Russo, responsabile della gestione della piscina comunale e delle attività che gravitano al suo interno.

Motivo della riunione il riavvio del progetto “Nuoto per disabili”, finanziato dalla legge regionale 328 del 2000, previsto per domani e la nuova impostazione a livello organizzativo dettata dall'arrivo in via definitiva dopo il collaudo nel mese di luglio dei vaucher, forniti mensilmente alle famiglie (8 in tutto) dall'assessorato comunale alle politiche sociali in cambio del servizio offerto in piscina.

“Il punto della questione – spiega Maria Grazia Pignataro, componente dell'Ispedd di Caltanissetta, Istituto per i disturbi pervasivi dello sviluppo - è stato che come genitori ci siamo rifiutati di firmare una sorta di regolamento che sarebbe stato predisposto venerdì mattina nel corso di un incontro tra il dirigente dell'assessorato alle politiche sociali, Giuseppe Intilla, e lo stesso Russo (non arrecante però alcuna firma), il quale al punto 2 prevede la riconsegna al Comune dei vaucher, “firmati” da parte delle famiglie, anche nel caso in cui gli utenti disabili, assenti per motivi giustificati, non hanno avuto modo di “recuperare” la lezione o le lezioni perdute. oi comprendiamo la necessità di tutelare il servizio, che funziona da anni con ottimi risultati, e nel contempo garantire la continuità del lavoro di istruttori e assistenti (ogni volta che il servizio non viene erogato e quindi il vaucher non è firmato dall'utente o da chi ne ha la patria potestà, gli operatori non ricevono alcun compenso), tant'è che ci siamo impegnati con la dott.ssa Alessandra Anzaldi, psicologa e responsabile del progetto, di evitare assenze superflue e di fare in modo, qualora quest'ultime fossero necessarie, di recuperare le ore perdute. Nel caso, però, in cui ciò non fosse possibile, ci rifiutiamo di assumerci la responsabilità penale di firmare un vaucher senza alcun servizio in cambio, dichiarando così clamorosamente il falso”. “Al signor Russo – conclude Maurizio Marra, altro genitore – non è andata affatto bene la nostra posizione”.

“Non so nulla dei risultati dell'incontro tra Intilla e Russo – ha dichiarato Carlo Campione, assessore alle politiche sociali del Comune – e quindi non conosco il contenuto del documento prodotto, però mi sento fin da adesso di dichiarare che il nostro dirigente, noto per la sua rettitudine ed onestà, non avrebbe mai acconsentito a prevedere in un qualsivoglia documento la riconsegna dei vaucher firmati senza in cambio alcuna prestazione. Domani mattina convocherò con urgenza una riunione tra le parti interessate per chiarire qualunque equivoco e definire in modo corretto i termini della questione”.

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