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Caltanissetta, lettera di licenziamento agli 11 lavoratori dell'Efal

Stop ai corsi di formazione. La Regione ha ufficializzato i "tagli"

Caltanissetta, lettera di licenziamento agli 11 lavoratori dell'Efal

Non si è verificato l’auspicato “miracolo” che avrebbe potuto salvare i posti di lavoro dei dipendenti della sede nissena dell’Efal, uno degli enti di formazione professionale “massacrati” dai tagli apportati in tutta la Sicilia dal Governo Crocetta: gli undici formatori ancora in servizio nella sede di via Mattarella infatti hanno ricevuto la lettera - inviata anche all’Ufficio provinciale del lavoro di Caltanissetta - con la quale si pone fine definitivamente al rapporto di lavoro preesistente.

Una lettera di interruzione dell’attività che è stata inviata e trasmessa ai lavoratori (tra cui la stessa direttrice Anna Maria Manno) dal presidente Angelo Spoto (che con gli altri componenti del direttivo dell’ente è da tempo dimissionario) e che arriva, non a caso, in coincidenza con la data solitamente prevista per l’avvio dei nuovi corsi.

«Siamo in presenza di una vera e propria “strage” dei lavoratori della formazione a livello regionale - hanno commentato disperati i dipendenti licenziati che sino all’ultimo avevano creduto all’ipotesi di una ripresa dell’attività dell’ente - ed in particolar modo di quelli della provincia di Caltanissetta, dove gli enti ancora in attività sono solamente due. In questo modo si sta parlando di centinaia di posti di lavoro che nella nostra provincia, nell’arco di pochissimi mesi, si sono volatilizzati. Se non è “mattanza sociale” questa come la possiamo chiamare? Ovviamente a danno di tantissime famiglie che si ritrovano adesso in seria difficoltà economica e che non sanno più come andare avanti e di una provincia che si sta impoverendo sempre più e non viene difesa. Dove sono finite tutte le promesse fatte da Rosario Crocetta quando è venuto a parlare con noi all’Istituto Testasecca di Caltanissetta e ci promise che nessuno di noi sarebbe rimasto disoccupato, e a quelle che ci ha fatto l’assessore regionale Bruno Marziano, alla presenza del sindaco Ruvolo, il quale si è impegnato a rassicurarci dicendo che per i lavoratori non ci sarebbe stato alcun problema e che avremmo continuato la nostra attività. Anche in questa occasione sia Crocetta che Marziano hanno mentito sapendo già a priori che stavano mentendo, e che sarebbero andati avanti in quella che può essere considerata una vera e propria “mattanza” di posti di lavoro».

Infine gli interessati se la prendono con i quattro deputati eletti all’Ars in provincia di Caltanissetta: «In una situazione che per la nostra provincia rappresenta una autentica calamità - concludono - dove sono finiti gli onorevoli Giuseppe Arancio, Giancarlo Cancelleri, Pino Federico e Gianluca Miccichè che è anche assessore regionale? Come mai nessuno di loro è intervenuto in difesa dei posti di lavoro dei nisseni e degli enti che hanno consentito la formazione di migliaia di giovani? Mai come in questo caso il loro silenzio si è rivelato assordante».

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