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«Arresti e condanne non bastano a fermare

Firmato il protocollo con il presidente dell'Anac, Cantone

«Arresti e condanne non bastano a fermare

Raffaele Cantone presidente Anac

Combattere la corruzione è l’imperativo per tutti: magistratura, politica, forze dell’ordine e anche della gente comune. La “ricetta” presentata dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, ieri in visita a Caltanissetta, è chiara: «Un discorso di portata ampia quello fatto dal magistrato napoletano, che si è concentrato pure sulle notizie errate che spesso si diffondono sul fenomeno della corruzione.» Analizzando questo aspetto il presidente dell’Anac ha aggiunto: 

«Un grosso problema, però, è quello legato alle poche denunce presentate dalle persone: per paura di subire conseguenze, o magari di perdere un posto di lavoro, un vantaggio. Ma l’Anac ha trovato una soluzione, visto che è possibile segnalare dei casi sospetti in maniera anonima tramite il sito della stessa Anac».

Intanto, come già annunciato nei giorni scorsi, l’Anac ha firmato un protocollo d’intesa con la Procura generale nissena e con le Procure ordinarie del distretto giudiziario, quindi quelle di Caltanissetta, Gela ed Enna. Un accordo che darà origine a un fitto scambio di informazioni e anche di atti giudiziari – comprese le ordinanze di custodia cautelare – tra la stessa Anac e gli uffici del distretto giudiziario in modo da potere dare origine a un monitoraggio costante non solo dei fenomeni di corruzione, ma anche di vicende legate alla criminalità organizzata e al terrorismo internazionale.

L’accordo, voluto dal procuratore generale Sergio Lari, è stato accolto con entusiasmo dal presidente della Corte d’Appello Salvatore Cardinale e dai procuratori di Caltanissetta, Enna e Gela Amedeo Bertone, Massimo Palmeri e Fernando Asaro.

Sulla stessa lunghezza d’onda il procuratore Asaro: «Sono a Gela dallo scorso luglio e posso dire che il territorio della città del golfo si caratterizza per una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, quindi la guarda va tenuta alta».

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